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Hantavirus, gli internisti avvertono: “Non genera pandemie, ma può provocare focolai severi”

Infettivologia

L’Hantavirus non rappresenta una minaccia pandemica paragonabile al Covid-19, ma può comunque causare epidemie localizzate ad alta gravità clinica. A lanciare l’allarme sono gli specialisti della Società Italiana di Medicina Interna, dopo il recente focolaio emerso a bordo della nave da crociera MV Hondius.

Secondo Emanuele Durante Mangoni, docente associato e componente del direttivo SIMI, il rischio principale riguarda la capacità del virus di generare cluster epidemici anche importanti, soprattutto in contesti chiusi o ad alta esposizione ambientale.

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“Non siamo di fronte a un agente capace di provocare una pandemia globale, ma è essenziale che i clinici sappiano riconoscerne tempestivamente i segnali”, sottolinea l’internista.

L’attenzione degli specialisti si concentra in particolare sull’Andes virus, una variante di Hantavirus associata a forme cliniche severe e a una possibile trasmissione interumana, evento raro per questa famiglia virale. Per supportare i professionisti sanitari, il gruppo di lavoro coordinato da Durante Mangoni ha predisposto un dossier scientifico che raccoglie dati clinici, indicazioni diagnostiche e suggerimenti gestionali sui casi sospetti.

Il documento, destinato ai medici internisti e ai medici di medicina generale, sarà pubblicato prossimamente su European Journal of Internal Medicine.

Gli Hantavirus sono virus trasmessi prevalentemente attraverso roditori infetti e possono causare sindromi potenzialmente gravi, come febbri emorragiche con interessamento renale o sindromi polmonari acute. I sintomi iniziali includono febbre, dolori muscolari, cefalea e disturbi respiratori, elementi che possono rendere complessa una diagnosi precoce.

Per gli esperti, la lezione lasciata dalla pandemia da Covid-19 evidenzia quanto sia strategico investire nella preparazione clinica e nella sorveglianza delle infezioni emergenti.

L’esperienza recente ci ha insegnato che la rapidità nel riconoscimento dei casi e la diffusione di informazioni corrette tra i professionisti sanitari fanno la differenza nella gestione delle emergenze infettive”, osserva Durante Mangoni.

La SIMI sottolinea quindi la necessità di aumentare la consapevolezza tra i medici sui virus zoonotici emergenti, rafforzando formazione e capacità diagnostica soprattutto nei contesti ospedalieri e territoriali.

Infettivologia
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