
Endometriosi, fibromi uterini, osteoporosi e disturbi menopausali richiedono percorsi integrati tra ginecologi ed endocrinologi. Al centro del confronto scientifico promosso da Theramex Italia, nuove strategie per una presa in carico continua della donna in ogni fase della vita
La salute femminile richiede oggi un approccio clinico sempre più coordinato e multidisciplinare, capace di accompagnare la donna lungo tutte le fasi della vita: dall’età fertile alla menopausa, fino alla prevenzione della fragilità ossea in età avanzata. È questo il messaggio emerso durante “InTheraction – Prospettive in connessione”, evento organizzato da Theramex Italia a Bologna, che ha riunito ginecologi ed endocrinologi per discutere nuovi modelli di assistenza integrata.
L’iniziativa ha posto l’attenzione sulle principali condizioni che incidono sulla qualità di vita femminile.
Secondo gli specialisti intervenuti al congresso, il trattamento di queste patologie non può limitarsi alla sola gestione sintomatica, ma deve prevedere una collaborazione stabile tra diverse figure professionali, con percorsi personalizzati e continuità assistenziale.
Particolare attenzione è stata dedicata alla menopausa, fase biologica che interessa milioni di donne italiane e che comporta modificazioni ormonali associate a un incremento del rischio cardiovascolare, metabolico e osseo. Vampate, insonnia, alterazioni dell’umore e secchezza vaginale rappresentano alcuni dei sintomi più frequenti, spesso sottovalutati o affrontati tardivamente.
Gli esperti hanno evidenziato come la terapia ormonale sostitutiva, quando indicata e prescritta in modo appropriato, possa offrire benefici non solo sul controllo dei sintomi vasomotori, ma anche sulla prevenzione della perdita di massa ossea e delle complicanze a lungo termine.
Il tema della salute scheletrica è risultato centrale soprattutto nella popolazione post-menopausale. In Italia l’osteoporosi colpisce oltre il 45% delle donne sopra i 74 anni, aumentando significativamente il rischio di fratture e perdita di autonomia. Per questo endocrinologi e ginecologi sottolineano la necessità di diagnosi precoci, programmi di prevenzione e strategie terapeutiche integrate che includano alimentazione, attività fisica, vitamina D e farmaci specifici quando necessari.
Durante il confronto scientifico è emersa inoltre la necessità di superare la frammentazione delle cure, favorendo un modello assistenziale basato sul dialogo costante tra specialisti e su percorsi condivisi centrati sulla paziente.
L’obiettivo, secondo i promotori dell’iniziativa, è costruire una medicina di genere più moderna e proattiva, in grado di intercettare precocemente i bisogni clinici femminili e garantire un supporto continuativo non solo sul piano terapeutico, ma anche sul benessere psicofisico e sulla qualità della vita.
Dal Policlinico Gemelli a Olbia, nasce una rete clinica e scientifica che supera i confini geografici e mette al centro il paziente. Un’alleanza basata su integrazione, multidisciplinarietà e condivisione delle competenze per innovare i percorsi di c
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