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Farmaci equivalenti, 30 anni di impatto sul SSN: accesso alle cure e sostenibilità al centro della strategia

Farmaci Annalucia Migliozzi | 27/05/2026 11:16

DOC Pharma celebra tre decenni di attività ripercorrendo l’evoluzione del farmaco equivalente in Italia. Cresce il ruolo della filiera produttiva europea nella continuità terapeutica e nella tenuta del sistema sanitario

Garantire cure accessibili, sostenere la sostenibilità economica del Servizio sanitario nazionale e rafforzare la produzione farmaceutica europea. Sono questi i temi che hanno accompagnato a Roma la celebrazione dei 30 anni di DOC Pharma, azienda nata negli anni in cui il farmaco equivalente iniziava a svilupparsi nel mercato italiano.

Dal 1996 a oggi, i medicinali equivalenti hanno progressivamente assunto un ruolo strategico nella gestione della spesa sanitaria pubblica, contribuendo ad ampliare l’accesso alle terapie e a liberare risorse da destinare all’innovazione farmacologica e alla gestione delle cronicità.

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Secondo gli operatori del settore, il valore dei farmaci equivalenti non si limita al contenimento dei costi. La disponibilità di medicinali con pari qualità, sicurezza ed efficacia rispetto ai prodotti originatori consente infatti di garantire continuità terapeutica a un numero crescente di pazienti, in uno scenario segnato dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle patologie croniche.

Durante l’evento istituzionale, DOC Pharma ha sottolineato anche il peso della filiera produttiva nazionale ed europea nella stabilità del comparto farmaceutico. Attualmente il 70% della produzione dell’azienda proviene da siti italiani, mentre il 28% è localizzato in altri Paesi europei. Solo una quota residuale arriva da mercati extraeuropei. Una strategia che punta a rafforzare sicurezza degli approvvigionamenti, prossimità industriale e resilienza del sistema salute.

Negli ultimi anni il tema della sovranità produttiva farmaceutica è diventato sempre più centrale anche nel dibattito europeo, soprattutto dopo le criticità emerse durante la pandemia e le difficoltà di approvvigionamento di alcune categorie terapeutiche.

Nel 2025 DOC Pharma ha registrato un fatturato di 350 milioni di euro, confermandosi tra le principali aziende italiane nel comparto degli equivalenti. Il portafoglio aziendale resta focalizzato prevalentemente su questa categoria, che rappresenta circa il 70% dell’offerta, accanto a farmaci branded e prodotti OTC.

Il percorso evolutivo dell’azienda è stato accompagnato anche dal rebranding da DOC Generici a DOC Pharma, scelta che riflette l’ampliamento delle attività verso nuove aree terapeutiche e un posizionamento più ampio nel mercato healthcare.

Secondo Riccardo Zagaria, CEO dell’azienda, il farmaco equivalente rappresenta oggi una leva fondamentale per garantire equità di accesso alle cure e sostenibilità del SSN, permettendo al sistema sanitario di investire parallelamente in innovazione terapeutica e nuovi bisogni assistenziali.

La sfida futura, secondo gli esperti del settore, sarà continuare a consolidare la fiducia dei cittadini e dei professionisti sanitari nei confronti degli equivalenti, rafforzando al tempo stesso la capacità produttiva europea e la resilienza delle filiere farmaceutiche.

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