
Garantire continuità terapeutica e accesso sicuro ai medicinali anche in contesti segnati da guerre, disastri naturali e povertà estrema. È questo il messaggio portato dalla International Pharmaceutical Federation nel corso della 79ª Assemblea Mondiale della Sanità.
In collaborazione con la International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies, la FIP ha promosso un evento dedicato all’impatto delle crisi complesse sulla salute globale e al ruolo dei servizi farmaceutici nell’azione umanitaria.
Il tema dell’accesso ai farmaci nelle emergenze
Al centro del confronto c’è stata soprattutto la necessità di garantire un accesso "sicuro e sostenibile" ai medicinali nei contesti più fragili, evitando che conflitti armati, emergenze ambientali o crisi sociali interrompano terapie essenziali per milioni di persone.
Secondo la FIP, il contributo dei farmacisti nelle emergenze umanitarie resta ancora sottovalutato nonostante il loro ruolo operativo nella gestione dei farmaci, nella continuità terapeutica e nell’organizzazione delle catene di approvvigionamento. Il fine è rafforzare il riconoscimento dei servizi farmaceutici come parte integrante delle strategie globali di risposta sanitaria alle crisi.
Il ruolo dei farmacisti nei contesti di crisi
L’evento ha messo in evidenza l’esperienza maturata dai farmacisti in diversi scenari umanitari internazionali, dalle aree colpite da conflitti ai territori interessati da catastrofi naturali o gravi condizioni di povertà. Secondo la Federazione, la gestione farmaceutica rappresenta un elemento essenziale per garantire continuità assistenziale, soprattutto per i pazienti cronici e per le persone che necessitano di terapie continuative.
Un tema diventato sempre più rilevante anche alla luce della crescente instabilità geopolitica internazionale e dell’aumento delle emergenze climatiche e migratorie.
Dall’OMS alla Croce Rossa: il confronto internazionale
L’incontro è stato moderato da Catherine Duggan e ha visto la partecipazione del presidente FIP Paul Sinclair, oltre a rappresentanti dell’World Health Organization e della Croce Rossa internazionale. Tra i relatori figuravano anche Rodrigo Cataldi, responsabile OMS per l’accesso ai farmaci nell’area malattie non trasmissibili e salute mentale, Petra Khoury, Cecile Terraz e Raquel Martínez, vicepresidente della FIP. La tavola rotonda finale è stata moderata da Robert Moss.
Farmacia e salute globale
La presa di posizione della FIP si inserisce in un quadro più ampio di trasformazione del ruolo delle professioni sanitarie nelle crisi globali. Negli ultimi anni il tema dell’accesso ai medicinali è diventato sempre più centrale nelle strategie internazionali di salute pubblica, non soltanto rispetto alle emergenze acute ma anche per la gestione delle patologie croniche nelle popolazioni vulnerabili.
La Federazione sottolinea infatti come il mantenimento delle terapie e la continuità dei servizi sanitari essenziali rappresentino uno degli aspetti più critici nei contesti umanitari complessi.
Ed è proprio su questo terreno che la FIP prova a rafforzare il riconoscimento internazionale del farmacista non soltanto come professionista della dispensazione, ma come figura integrata nei sistemi di risposta sanitaria globale.




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