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Dislipidemie e rischio cardiovascolare: nuovi dati real-world sull’acido bempedoico presentati a EAS 2026

Cardiologia

Nuove evidenze cliniche e dati di pratica reale confermano il potenziale dell’acido bempedoico nella gestione delle dislipidemie e nella riduzione del rischio cardiovascolare. È quanto emerso al Congresso 2026 della European Atherosclerosis Society (EAS), dove Daiichi Sankyo ha presentato 15 abstract dedicati all’efficacia e alla sicurezza della molecola in differenti popolazioni di pazienti.

Le analisi includono risultati provenienti sia dallo studio registrativo CLEAR Outcomes sia dal registro osservazionale europeo MILOS, con focus su pazienti ad alto rischio cardiovascolare, soggetti intolleranti alle statine e differenti combinazioni terapeutiche di base.

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Secondo quanto illustrato durante il congresso, i dati real-world raccolti nel programma MILOS mostrano una riduzione coerente dei livelli di colesterolo LDL e un profilo di tollerabilità stabile in diversi contesti clinici europei. Lo studio coinvolge pazienti con ipercolesterolemia primaria o dislipidemia mista seguiti in numerosi Paesi, tra cui Italia, Germania, Spagna, Belgio e Regno Unito.

Le sottoanalisi hanno inoltre evidenziato che l’efficacia dell’acido bempedoico si mantiene indipendentemente dai trattamenti ipolipemizzanti già assunti dai pazienti, confermando il possibile ruolo della terapia orale come opzione aggiuntiva nei percorsi di prevenzione cardiovascolare.

Particolare attenzione è stata dedicata anche ai risultati derivanti dallo studio CLEAR Outcomes, trial internazionale randomizzato che ha coinvolto quasi 14 mila pazienti intolleranti alle statine. Le nuove valutazioni post-hoc suggeriscono un impatto favorevole dell’acido bempedoico sulla riduzione di eventi cardiovascolari maggiori, inclusi ictus e tromboembolismo venoso.

Per Maurizio Averna, professore di Medicina Interna dell’Università di Palermo, le evidenze presentate al congresso possono aiutare a colmare i gap terapeutici ancora presenti nella gestione del rischio cardiovascolare. Molti pazienti europei, infatti, non raggiungono ancora i target raccomandati di colesterolo LDL, rimanendo esposti a un aumentato rischio di eventi cardiovascolari.

Tra i dati discussi al congresso figurano anche nuove evidenze relative all’impiego dell’acido bempedoico in pazienti pediatrici tra 6 e 17 anni con ipercolesterolemia familiare, un ambito in cui le opzioni terapeutiche disponibili risultano ancora limitate.

Secondo Daiichi Sankyo, l’obiettivo è ampliare le possibilità terapeutiche accessibili e personalizzabili per i pazienti con dislipidemia, favorendo una gestione più precoce e continuativa del rischio cardiovascolare.

Lo studio CLEAR Outcomes aveva arruolato pazienti con malattia cardiovascolare accertata o ad alto rischio cardiovascolare, valutando gli effetti dell’acido bempedoico su un endpoint composito comprendente morte cardiovascolare, infarto miocardico, ictus e rivascolarizzazione coronarica.

L’azienda ribadisce così il proprio impegno nello sviluppo di strategie terapeutiche mirate alla prevenzione cardiovascolare, con particolare attenzione ai pazienti che non tollerano le statine o che necessitano di ulteriori riduzioni del colesterolo LDL per raggiungere gli obiettivi raccomandati dalle linee guida.

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