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Farmaci oncologici, le associazioni europee chiedono una riforma delle regole UE sulla trasparenza dei prezzi

Farmaci

La normativa europea che disciplina la trasparenza dei prezzi dei medicinali e dei processi di rimborso non sarebbe più adeguata all’attuale scenario farmaceutico. È quanto emerge da un nuovo report pubblicato dalla European Cancer Leagues (ECL), che sollecita una revisione della cosiddetta Transparency Directive, introdotta nel 1989 e considerata oggi superata rispetto all’evoluzione del mercato dei farmaci oncologici e delle terapie innovative.

L’analisi, diffusa durante la European Week Against Cancer, evidenzia come la mancanza di trasparenza sui prezzi netti dei medicinali, sugli accordi riservati tra aziende e sistemi sanitari e sui costi reali di ricerca e sviluppo stia contribuendo a creare forti disparità nell’accesso ai trattamenti antitumorali tra i diversi Paesi europei.

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Secondo Wolfgang Fecke, Executive Director di ECL, la direttiva aveva inizialmente introdotto un importante quadro procedurale per il mercato farmaceutico europeo, ma non è stata aggiornata per tenere il passo con le profonde trasformazioni del settore. Oggi, sottolinea l’associazione, il sistema risulta scollegato dalle nuove modalità di negoziazione e rimborso dei farmaci.

Tra le principali criticità individuate dal report figurano le differenze di prezzo pagate dagli ospedali europei per gli stessi medicinali oncologici, gli accordi confidenziali di sconto che impediscono di conoscere i costi effettivi delle terapie e le tempistiche ancora troppo lunghe per il rimborso di biosimilari e farmaci equivalenti.

L’ECL evidenzia inoltre come il panorama terapeutico sia radicalmente cambiato negli ultimi decenni, con l’introduzione di managed entry agreements, modelli di pagamento basati sugli outcome clinici e terapie avanzate personalizzate, strumenti che l’attuale direttiva non contempla in modo adeguato.

Un ulteriore problema riguarda la limitata trasparenza sui costi di ricerca e sviluppo sostenuti dalle aziende farmaceutiche. Secondo gli autori del documento, questa opacità riduce la capacità negoziale di governi e strutture sanitarie e rende più difficile definire politiche di accesso sostenibili.

Nel report vengono formulate cinque raccomandazioni prioritarie per riformare il sistema europeo. Tra queste, la creazione di un osservatorio europeo sui prezzi dei farmaci, l’introduzione di standard di trasparenza per gli accordi di rimborso condizionati, l’accelerazione delle procedure per biosimilari e generici e una maggiore chiarezza nella comunicazione pubblica delle decisioni su prezzi e rimborsi.

Particolare attenzione viene riservata anche alla qualità delle evidenze cliniche utilizzate nei processi decisionali. Secondo ECL, le procedure di valutazione dovrebbero essere maggiormente orientate ai bisogni dei pazienti e armonizzate con i criteri europei di Health Technology Assessment (HTA).

Per le associazioni oncologiche europee, una revisione organica della Transparency Directive rappresenterebbe un passaggio strategico per garantire un accesso più equo, rapido e sostenibile ai farmaci antitumorali innovativi in tutta Europa.

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