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Malattie cardiovascolari: fisiopatologia dell’aterosclerosi e ruolo dell’infiammazione

L’aterosclerosi è oggi sempre più interpretata come una malattia cronica immuno-metabolica, che richiede strategie preventive e terapeutiche integrate e a lungo termine.
Malattie Cardiovascolari
Ipercolesterolemia

Dal danno endoteliale alla placca instabile: i meccanismi alla base degli eventi cardiovascolari

Le malattie cardiovascolari trovano il loro principale substrato fisiopatologico nell’aterosclerosi, un processo cronico, multifattoriale e progressivo che interessa la parete arteriosa. Negli ultimi anni, il modello interpretativo si è evoluto integrando in modo sempre più rilevante il ruolo dell’infiammazione, considerata oggi un elemento centrale nella genesi e nella progressione della malattia.

Disfunzione endoteliale e avvio del processo aterosclerotico

L’aterosclerosi ha inizio con una disfunzione endoteliale indotta da fattori di rischio cardiovascolare tradizionali, in particolare ipercolesterolemia LDL, ipertensione arteriosa, fumo e diabete. In condizioni fisiologiche, l’endotelio regola tono vascolare, permeabilità e risposta infiammatoria; quando alterato, aumenta la sua permeabilità alle lipoproteine aterogene.

Le LDL penetrano nella parete arteriosa e vanno incontro a ossidazione, acquisendo proprietà pro-infiammatorie. Questo evento rappresenta lo snodo iniziale del processo aterosclerotico, innescando il reclutamento cellulare e la risposta immunitaria locale.

Infiammazione, progressione della placca e instabilità aterosclerotica

L’accumulo di LDL ossidate stimola il reclutamento di monociti e linfociti T, con successiva trasformazione dei macrofagi in cellule schiumose. Queste costituiscono il nucleo iniziale della placca aterosclerotica e alimentano un circuito infiammatorio cronico che ne sostiene la progressione.

Nel tempo, la placca evolve attraverso proliferazione delle cellule muscolari lisce e deposizione di matrice extracellulare. L’intensità dell’infiammazione contribuisce in modo determinante alla sua vulnerabilità strutturale, influenzando lo spessore del cappuccio fibroso e il contenuto lipidico.

Le placche instabili, caratterizzate da elevata attività infiammatoria e cappuccio fibroso sottile, sono maggiormente soggette a rottura. Questo evento espone il materiale trombogenico al circolo, attivando la cascata coagulativa e determinando la formazione di trombi responsabili delle sindromi coronariche acute e di molti eventi cerebrovascolari ischemici.

Implicazioni cliniche e bersagli terapeutici

La comprensione dei meccanismi fisiopatologici dell’aterosclerosi ha modificato profondamente l’approccio terapeutico. La riduzione del colesterolo LDL resta il target principale, ma l’attenzione si è progressivamente estesa alla componente infiammatoria della malattia.

Le statine, oltre all’effetto ipolipemizzante, esercitano azioni pleiotropiche che includono la riduzione dell’infiammazione vascolare e il miglioramento della stabilità di placca. Questo contribuisce alla riduzione del rischio di eventi cardiovascolari acuti.

L’aterosclerosi è oggi sempre più interpretata come una malattia cronica immuno-metabolica, che richiede strategie preventive e terapeutiche integrate e a lungo termine.

Bibliografia

  • Ross R. Atherosclerosis—an inflammatory disease. N Engl J Med, 1999
  • Libby P. Inflammation in atherosclerosis. Nature, 2002
  • Libby P. et al. Atherosclerosis. Nat Rev Dis Primers, 2019
  • Ridker PM et al. Rosuvastatin to prevent vascular events in men and women with elevated C-reactive protein (JUPITER). N Engl J Med, 2008
  • ESC Guidelines on cardiovascular disease prevention, 2021
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