
Nelle raccomandazioni rivolte all'Italia, la Commissione europea sollecita il completamento delle Case e degli Ospedali di Comunità, il rafforzamento del personale sanitario e la piena attuazione del piano per le liste d'attesa.
La Commissione europea richiama l'Italia ad accelerare l'attuazione delle riforme sanitarie avviate negli ultimi anni, a partire dalla riorganizzazione dell'assistenza territoriale prevista dal DM 77 e dagli investimenti finanziati attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza.
È quanto emerge dalle raccomandazioni specifiche rivolte al nostro Paese nell'ambito del Semestre europeo, il ciclo annuale di coordinamento delle politiche economiche e sociali dell'Unione europea. Nel documento, Bruxelles individua alcune priorità considerate decisive per garantire la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e migliorare l'accesso alle cure da parte dei cittadini.
Completare la riforma della sanità territoriale
Uno dei richiami più espliciti riguarda il percorso di trasformazione dell'assistenza territoriale avviato nel 2022. Secondo la Commissione europea, "l'attuazione della riforma sanitaria territoriale del 2022, volta a riorganizzare i servizi sanitari territoriali attraverso le nuove strutture sanitarie, dovrebbe proseguire garantendo il completamento e la messa in funzione di tutte le nuove strutture a livello locale".
Il riferimento è alle Case della Comunità e agli Ospedali di Comunità previsti dal PNRR, considerati uno degli strumenti principali per alleggerire la pressione sugli ospedali e avvicinare l'assistenza ai cittadini. Per Bruxelles, tuttavia, la realizzazione delle strutture non è sufficiente se non viene accompagnata da una piena operatività organizzativa.
Il tema del personale sanitario
La Commissione sottolinea infatti la necessità di garantire "l'integrazione strutturale del personale sanitario all'interno di tali strutture". Si tratta di uno dei temi più dibattuti negli ultimi mesi, soprattutto alla luce delle difficoltà di reperimento di medici, infermieri e altre figure professionali necessarie a rendere effettivamente funzionanti le nuove articolazioni territoriali del Servizio sanitario nazionale.
Il richiamo europeo non si limita alle Case della Comunità. Nel documento si legge infatti che "è inoltre fondamentale affrontare la carenza di personale sanitario", individuata come una delle principali criticità che continuano a condizionare l'accesso alle cure.
Digitalizzazione, telemedicina e continuità assistenziale
Tra le priorità indicate da Bruxelles compare anche il completamento del processo di digitalizzazione. La Commissione chiede infatti la "piena implementazione di sistemi sanitari digitali interoperabili per garantire la continuità dell'assistenza tra le diverse strutture sanitarie", oltre a un finanziamento stabile per la telemedicina e i servizi di assistenza domiciliare.
Il tema si collega direttamente agli investimenti previsti dal PNRR e alle iniziative attualmente in corso per il rafforzamento del Fascicolo sanitario elettronico e degli strumenti di sanità digitale.
Liste d'attesa, Bruxelles chiede di completare il piano
Un passaggio specifico è dedicato anche alle liste d'attesa, tornate al centro del dibattito sanitario negli ultimi mesi. Secondo la Commissione europea, è necessario garantire "la piena attuazione del piano di gestione delle liste d'attesa", intervenendo in particolare sulle criticità ancora presenti nella raccolta e nel monitoraggio dei dati. Bruxelles richiama inoltre la necessità di completare il quadro attuativo della riforma, attraverso l'adozione dei provvedimenti ancora mancanti.
Nel documento viene citata la necessità di superare "le carenze della piattaforma per le liste d'attesa, anche attraverso meccanismi di raccolta dati migliorati e l'adozione dei decreti pertinenti, soprattutto quelli che definiscono il fabbisogno di personale e stabiliscono le linee guida tecniche per i sistemi regionali di prenotazione (Cup)".
Più che una valutazione sul merito delle riforme adottate, le raccomandazioni europee rappresentano quindi un richiamo a completare il percorso già avviato, trasformando gli investimenti e le innovazioni normative degli ultimi anni in servizi pienamente operativi e accessibili su tutto il territorio nazionale.
Le nuove linee di indirizzo puntano a integrare ospedali, medicina territoriale, assistenza domiciliare e telemedicina. Obiettivo: garantire continuità assistenziale lungo tutto il percorso di cura.
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