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Sanità integrativa, prevenzione e cronicità: i fondi sanitari chiamati a rispondere ai nuovi bisogni di salute

Dall’assemblea del Fondo Metasalute emerge la necessità di ripensare i modelli assistenziali tra invecchiamento della popolazione, non autosufficienza e promozione della prevenzione.
Sanità pubblica

L’invecchiamento della popolazione, la crescita delle patologie croniche e l’aumento delle esigenze assistenziali stanno imponendo una profonda riflessione sul futuro del sistema sanitario italiano. In questo scenario, la sanità integrativa è chiamata a svolgere un ruolo sempre più rilevante, non soltanto come strumento di accesso alle prestazioni sanitarie, ma come elemento complementare capace di contribuire alla sostenibilità del sistema e alla risposta ai nuovi bisogni di salute della popolazione.

Questi temi sono stati al centro dell’Assemblea dei Delegati del Fondo Metasalute, il fondo di assistenza sanitaria integrativa dedicato ai lavoratori dell’industria metalmeccanica, dell’installazione di impianti e del comparto orafo e argentiero, che ha recentemente approvato il bilancio d’esercizio 2025. L’appuntamento ha rappresentato anche un’importante occasione di confronto tra esperti, economisti sanitari e rappresentanti del mondo del welfare, chiamati a discutere le trasformazioni in atto nel sistema salute e le possibili strategie per affrontarle.

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Il dibattito si è sviluppato attorno a un tema centrale: il ruolo dei fondi sanitari integrativi in un’Italia che cambia rapidamente dal punto di vista demografico, sociale ed epidemiologico. L’aumento dell’aspettativa di vita e la progressiva riduzione della natalità stanno infatti modificando la struttura della popolazione, determinando un incremento delle condizioni croniche e delle situazioni di fragilità che richiedono percorsi assistenziali più articolati e continuativi rispetto al passato.

Ad aprire i lavori è stato Giancarlo Ricciardi, presidente del Fondo Metasalute, che ha evidenziato come i fondi sanitari siano oggi chiamati a superare una funzione limitata alla semplice erogazione di prestazioni. Secondo Ricciardi, le trasformazioni in corso impongono la costruzione di modelli più evoluti, capaci di intercettare bisogni complessi e di accompagnare gli assistiti lungo l’intero percorso di salute.

Tra i relatori, Federico Spandonaro, economista sanitario dell’Università di Roma Tor Vergata e presidente del Comitato Scientifico di CREA Sanità, ha evidenziato come il Servizio Sanitario Nazionale si trovi oggi ad affrontare sfide molto diverse rispetto a quelle esistenti al momento della sua istituzione. Se in passato il sistema era progettato principalmente per rispondere a bisogni acuti e a una popolazione più giovane, oggi deve confrontarsi con una crescente domanda legata a cronicità, assistenza sociale e mantenimento della qualità della vita.

Secondo Spandonaro, i bisogni di salute sono diventati sempre più “ibridi”, richiedendo interventi che integrino aspetti sanitari, assistenziali e sociali. In questo contesto, i fondi sanitari possono contribuire a colmare alcune criticità, favorendo l’accesso alle prestazioni e sostenendo una maggiore diffusione della cultura della prevenzione.

Un altro tema emerso durante il confronto riguarda la diffusione della sanità integrativa nel nostro Paese. Come sottolineato dal professor Marco Micocci, ordinario di Matematica Finanziaria e Attuariale e attuario, i fondi sanitari coinvolgono ormai circa 17 milioni di cittadini. Un dato che evidenzia come questi strumenti non rappresentino più una realtà destinata a una minoranza privilegiata, ma una componente sempre più diffusa del sistema di welfare.

Micocci ha inoltre posto l’attenzione sulla necessità di superare una visione della sanità centrata sulla singola prestazione per orientarsi verso modelli di “presa in carico”, capaci di seguire il paziente nel tempo e di rispondere alle esigenze legate a multicronicità, fragilità e non autosufficienza. Un cambiamento considerato indispensabile in una società caratterizzata da una popolazione sempre più anziana e da bisogni assistenziali complessi.

Tra gli argomenti che hanno suscitato maggiore interesse figura quello della prevenzione, riconosciuta come una delle principali leve per garantire la sostenibilità futura del sistema sanitario. Ilaria Malvezzi, coordinatrice di LILT Lombardia, ha ricordato come una quota significativa dello stato di salute sia influenzata dagli stili di vita e dai comportamenti individuali.

Promuovere alimentazione equilibrata, attività fisica, adesione agli screening e corretta informazione sanitaria significa intervenire prima che la malattia si manifesti, riducendo il carico assistenziale e i costi futuri. Secondo gli esperti, il passaggio da una medicina prevalentemente reattiva a un modello orientato alla promozione della salute rappresenta una delle sfide più importanti dei prossimi anni.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema della non autosufficienza, considerato uno degli aspetti più critici dell’evoluzione demografica italiana. Mauro Marè, presidente di Mefop e direttore dell’Osservatorio sul Welfare della Luiss Business School, ha evidenziato come il modello italiano continui a fare affidamento in larga misura sul supporto familiare, una soluzione che rischia di diventare sempre meno sostenibile a causa dei cambiamenti sociali e della riduzione delle reti familiari tradizionali. L’aumento delle persone anziane non autosufficienti richiede infatti nuove forme di protezione sociale, strumenti dedicati alla Long Term Care e modelli di finanziamento in grado di garantire assistenza continuativa e sostenibile. Si tratta di una sfida che coinvolge non solo il sistema sanitario, ma l’intero assetto del welfare nazionale.

A conclusione dell’incontro, il vicepresidente del Fondo Metasalute Giacomo Tinti ha ribadito il ruolo del Fondo come strumento di protezione per oltre un milione e mezzo di iscritti. In un contesto caratterizzato da profonde trasformazioni sociali e sanitarie, la capacità di leggere i cambiamenti e adattare i servizi alle nuove esigenze rappresenta un elemento essenziale per garantire efficacia, equità e sostenibilità.

Dal confronto promosso dal Fondo Metasalute emerge dunque un messaggio chiaro: il futuro della salute non può essere affrontato con strumenti pensati per il passato. L’invecchiamento della popolazione, la diffusione delle malattie croniche e la crescita della non autosufficienza richiedono modelli assistenziali innovativi, capaci di integrare prevenzione, presa in carico e tutela sociale.

Sanità pubblica
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