
Centinaia di migliaia di persone affette da neoplasie ematologiche croniche e malattia psoriasica continuano a essere escluse dal Piano Nazionale della Cronicità (PNC), nonostante queste condizioni rispondano pienamente ai criteri di cronicità definiti dallo stesso documento. Da qui la richiesta avanzata da Salutequità, AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma) e APIAFCO (Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza), che sollecitano un aggiornamento del Piano per garantire una presa in carico più uniforme sul territorio nazionale.
L’appello è stato presentato al Ministero della Salute durante un confronto dedicato all’equità di accesso alle cure, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, clinici, associazioni di pazienti ed esperti di politiche sanitarie. Al centro del dibattito, la necessità di adeguare la programmazione sanitaria all’evoluzione delle conoscenze scientifiche e dei bisogni assistenziali.
Oncoematologia: malattie sempre più croniche
L’innovazione terapeutica ha profondamente modificato la storia naturale di molte patologie ematologiche. Leucemie, linfomi e mieloma multiplo, in numerosi casi, sono diventati malattie a lunga sopravvivenza che richiedono monitoraggio continuo, follow-up specialistici e percorsi assistenziali strutturati. In Italia convivono con una neoplasia ematologica circa 500 mila persone e ogni anno vengono diagnosticati oltre 30 mila nuovi casi.
L’assenza di un riconoscimento formale nel Piano della Cronicità si traduce in percorsi non omogenei tra le Regioni e in un rilevante impatto economico. Studi recenti evidenziano costi superiori a 10 mila euro annui per paziente nel mieloma multiplo e oltre 42 mila euro per alcune patologie come leucemia linfatica cronica e macroglobulinemia di Waldenström, includendo spese sanitarie dirette e costi indiretti legati alla perdita di produttività e al supporto assistenziale.
Psoriasi, oltre la dimensione dermatologica
Anchemalattia psoriasica per il suo carattere sistemico, rappresenta una condizione cronica complessa. Secondo le stime, in la psoriasi, oggi sempre più definita come teressa circa il 3% della popolazione italiana, con oltre 1,4 milioni di persone coinvolte. La patologia è frequentemente associata a comorbilità cardiovascolari, metaboliche e autoimmuni, con un impatto significativo sulla qualità di vita e sulla mortalità.
I dati di real world evidence mostrano inoltre un consumo di risorse sanitarie nettamente superiore rispetto alla popolazione generale, con costi diretti annui che risultano quasi dell’80% più elevati. A questi si aggiungono le spese sostenute direttamente dai pazienti e le conseguenze sociali e lavorative della malattia.
Le richieste alle istituzioni
Le associazioni chiedono l’inserimento formale di entrambe le patologie nella parte dedicata alle singole condizioni del Piano Nazionale della Cronicità, accompagnato dalla definizione di Percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (PDTA) uniformi e monitorabili, dal rafforzamento dell’integrazione tra ospedale e territorio e da un maggiore coinvolgimento delle organizzazioni dei pazienti nei processi decisionali.
Secondo i promotori, l’aggiornamento del Piano rappresenterebbe un passaggio essenziale per garantire continuità assistenziale, accesso equo alle innovazioni terapeutiche e una gestione più sostenibile delle patologie croniche ad alto impatto clinico e sociale.




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