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Ultra-processati, non sono tutti uguali: lo rivela lo studio della Fondazione fegato

Su oltre 13 mila prodotti analizzati, il 64% presenta un Nutri-Score D o E, ma le differenze nutrizionali restano marcate
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Cosa dice lo studio sul Nutri-Score

L'analisi, condotta dall'Unità di ricerca Masld della Fondazione italiana fegato (Fif), ha preso in esame ciascun prodotto sia sotto il profilo del livello di trasformazione industriale sia rispetto alla composizione nutrizionale complessiva. Il dato più rilevante riguarda il Nutri-Score: il 64,3% dei prodotti censiti rientra nelle categorie D o E, le due fasce meno favorevoli dal punto di vista della qualità nutrizionale. Un risultato che, secondo i ricercatori, merita però una lettura più articolata.

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Stesso gruppo Nova, profili diversi

Tutti i prodotti analizzati appartengono al gruppo 4 della classificazione Nova, quello riservato agli alimenti ultra-processati. Ciononostante, lo studio evidenzia differenze significative tra loro per densità energetica, composizione dei nutrienti e presenza di combinazioni associate all'iperpalatabilità, ovvero quelle caratteristiche sensoriali che possono favorire un consumo eccessivo. Firmano la ricerca Melvin Bernardino, Julia Theresa Regalado, Silvia Gazzin, Claudio Tiribelli e Natalia Rosso.

Le parole dell’esperto

A commentare i risultati è Melvin Bernardino, autore corrispondente dello studio: «il nostro studio mostra che classificare un alimento esclusivamente in base al suo livello di trasformazione industriale potrebbe non essere sufficiente per comprenderne pienamente il potenziale impatto sulla salute». Bernardino sottolinea la necessità di un approccio più ampio: "Gli alimenti ultra-processati differiscono notevolmente tra loro. Per valutarli in maniera più completa è necessario considerare anche la loro composizione nutrizionale». Nel dettaglio, l’autore indica quali parametri non possono essere trascurati in una valutazione più accurata: «in particolare i nutrienti critici come grassi totali, grassi saturi, zuccheri e sale, oltre alla densità energetica, all’iperpalatabilità e al ruolo che svolgono nell’alimentazione complessiva».

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