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Hiv e tumori, la nuova sfida clinica: incidenza più alta e accesso alle cure ancora diseguale

Un congresso a Roma riunisce specialisti per superare lo stigma e garantire terapie oncologiche appropriate
Oncologia

Le persone con Hiv oggi vivono più a lungo, ma proprio questa conquista apre una nuova frontiera clinica: quella delle neoplasie. Non si tratta solo di una maggiore esposizione legata all’età, ma di un rischio più elevato, di diagnosi tardive e di un accesso ancora non uniforme alle cure. Su questi nodi che si concentra il primo congresso nazionale dedicato al tema, all’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Più sopravvivenza, nuove criticità

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Grazie alle terapie antiretrovirali, l’Hiv è oggi una patologia cronica con un’aspettativa di vita simile a quella della popolazione generale. Tuttavia, "all’interno delle comorbilità correlate all’invecchiamento, le patologie oncologiche rivestono un ruolo fondamentale", afferma Antonella Cingolani, ricercatore in Malattie Infettive dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Incidenza più alta e nuovi profili di rischio

I dati della coorte ICONA, che segue oltre 20.000 persone con HIV dal 1997, mostrano un quadro chiaro: l’incidenza complessiva dei tumori è superiore del 60% rispetto alla popolazione generale. Le differenze più marcate riguardano tumori come sarcoma di Kaposi, carcinoma anale, linfoma di Hodgkin e tumori della cervice uterina. Ma nel tempo è cambiato anche il profilo oncologico, con una crescita delle neoplasie non correlate ai virus, come tumore del polmone e del colon. "Non è solo un problema di incidenza, ma anche di mortalità – sottolinea Cingolani –. Il tasso di mortalità oncologica è più che doppio rispetto alla popolazione generale, soprattutto per le neoplasie virus-relate, e rimane superiore all’atteso anche negli anni più recenti".

Screening e prevenzione: un gap ancora aperto

Tra le principali criticità emerge il ritardo diagnostico, legato in gran parte a una minore adesione agli screening oncologici e alle campagne vaccinali. "La popolazione con HIV accede per meno della metà agli screening oncologici rispetto alla popolazione generale – spiega Cingolani – ed effettua meno vaccinazioni utili a prevenire alcuni tumori, come quelle contro HBV e HPV". Un ritardo che incide direttamente sugli esiti clinici e che richiede interventi mirati sia sul fronte organizzativo sia su quello culturale.

Il peso dei pregiudizi

Un altro nodo riguarda l’accesso alle terapie, anche quando il tumore viene diagnosticato precocemente. Le persone con HIV ricevono trattamenti standard e innovativi in misura minore. "Bisogna evitare qualsiasi bias culturale – afferma Carlo Torti, ordinario di Malattie Infettive all’Università Cattolica –. L’idea che questi pazienti abbiano maggiore tossicità o minore risposta alle cure è una fake news da scardinare". Al contrario, quando l’infezione è ben controllata, la risposta ai trattamenti oncologici è sovrapponibile a quella della popolazione generale. "I pazienti con HIV rispondono molto bene alle terapie oncologiche quando l’infezione è ben controllata viro-immunologicamente".

Terapie innovative: risultati incoraggianti

Le evidenze più recenti confermano la possibilità di utilizzare con successo anche le terapie più avanzate, incluse immunoterapia e CAR-T. "Stiamo raccogliendo i dati dei primi pazienti con HIV trattati in Italia con queste terapie – rivela Cingolani – per dimostrare che sono sicure e fattibili anche in questa popolazione". Un passaggio fondamentale per superare le resistenze cliniche e ampliare l’accesso alle innovazioni terapeutiche.

Un congresso per costruire reti e consapevolezza

Il congresso "HIV and cancer in 2026: equity, innovation and care networks" nasce proprio con l’obiettivo di mettere a sistema competenze e costruire un approccio multidisciplinare. "È un evento che riunisce infettivologi, oncologi, onco-ematologi, radioterapisti e la community delle persone con HIV – sottolinea Torti –. È il primo congresso di questo genere organizzato in Italia". Tra i temi al centro: comorbilità, nuove terapie immunologiche, accesso ai trattamenti innovativi, modelli organizzativi e integrazione tra percorsi assistenziali.

Il lavoro del congresso si concluderà con la definizione di un documento operativo per migliorare l’assistenza oncologica nelle persone con HIV. "L’obiettivo è promuovere l’equità nell’assistenza oncologica – conclude Cingolani –. Serve garantire accesso tempestivo a diagnosi e cure, rafforzare le reti cliniche e integrare i percorsi tra HIV e oncologia".

Oncologia
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