
Il Bilancio di Genere 2025 e il Gender Equality Plan 2026-2028 dell’Università Campus Bio-Medico di Roma evidenziano una crescente presenza femminile nella formazione, nella ricerca e negli organi decisionali. Equilibrio nei corsi di Ingegneria, aume
La presenza femminile nell’università italiana continua a crescere, ma il divario di genere resta ancora evidente in molti ambiti, soprattutto nelle discipline tecnico-scientifiche. In questo scenario, l’Università Campus Bio-Medico di Roma presenta un modello in controtendenza. I dati contenuti nel Bilancio di Genere 2025 e nel nuovo Gender Equality Plan 2026-2028 mostrano un Ateneo caratterizzato da una forte partecipazione delle donne in tutte le fasi del percorso accademico, dalla formazione alla governance, con risultati particolarmente significativi nell’area STEM.
Le studentesse rappresentano oggi il 61% degli iscritti, con quasi duemila donne su un totale di 3.250 studenti. La componente femminile supera inoltre il 60% tra i laureati e raggiunge il 74,2% tra coloro che partecipano ai programmi di mobilità internazionale, confermando una marcata propensione verso percorsi formativi di respiro globale.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda i corsi di Ingegneria, dove il rapporto tra uomini e donne risulta sostanzialmente equilibrato. Un dato ancora poco frequente nel panorama accademico nazionale ed europeo, dove la sottorappresentazione femminile nelle discipline STEM continua a rappresentare una criticità strutturale.
L’avanzamento della presenza femminile emerge anche sul fronte delle carriere accademiche. Tra il 2020 e il 2025 il numero delle docenti è aumentato del 51%, passando da 39 a 59 unità. Parallelamente cresce il coinvolgimento delle donne nei ruoli di coordinamento scientifico e didattico, così come nelle attività di selezione e valutazione del personale.
Il percorso di riequilibrio si riflette anche nella governance dell’Ateneo. Le donne costituiscono il 57% dei componenti del Consiglio di amministrazione, il 50% del Rettorato e il 39% degli incarichi complessivi negli organi di governo. Anche nelle commissioni di concorso la presenza femminile è aumentata in modo significativo, passando dal 23% al 41% nell’arco di cinque anni.
Accanto alla valorizzazione del capitale umano, il Bilancio di Genere evidenzia il consolidamento delle politiche di welfare. Tra le iniziative attive figurano il Polo 0-6 dedicato all’infanzia, utilizzato nel 2025 da 26 famiglie, e il Centro Estivo UCBM, strumenti pensati per favorire la conciliazione tra studio, lavoro e responsabilità familiari.
Su queste basi si sviluppa il Gender Equality Plan 2026-2028, che punta a rafforzare l’equilibrio tra vita privata e professionale, sostenere la leadership femminile, incentivare la partecipazione delle studentesse ai percorsi STEM e promuovere una maggiore integrazione della prospettiva di genere nella ricerca e nella didattica. Tra le azioni previste figurano programmi di mentoring, supporto alla genitorialità, opportunità internazionali per le giovani ricercatrici e strumenti di monitoraggio delle progressioni di carriera, con l’obiettivo di consolidare un modello universitario sempre più inclusivo e orientato alla valorizzazione del merito.
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