
La Società Italiana di Pediatria (SIP) e l'Associazione Culturale Pediatri (ACP) rispondono alle osservazioni formulate dall'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza sulla guida Oltre lo sguardo. Guida pratica su varianza di genere, orientamenti sessuali e omogenitorialità per un ambulatorio pediatrico accogliente. In una lettera indirizzata alla Garante Marina Terragni, le due società scientifiche precisano finalità, contenuti e riferimenti del documento, ribadendo che si tratta di uno strumento informativo destinato ai professionisti sanitari e non di una linea guida clinico-terapeutica.
"Non è una linea guida clinico-terapeutica"
Il primo chiarimento riguarda la natura stessa della guida. SIP e ACP sottolineano che Oltre lo sguardo "è un documento informativo destinato ai professionisti sanitari" e precisano che "non è una linea guida clinico-terapeutica, non contiene protocolli farmacologici o chirurgici e non formula indicazioni prescrittive". L'obiettivo è fornire ai pediatri conoscenze di base e strumenti relazionali per accogliere bambini, adolescenti e famiglie appartenenti a minoranze di genere o sessuali, nel rispetto dei principi deontologici di cura, non discriminazione e aggiornamento professionale.
I chiarimenti su transizione sociale e "desistenza"
Le due società affrontano quindi alcuni dei rilievi formulati dall'Autorità garante. Sul tema della transizione sociale in età prepuberale affermano di condividere la necessità di un approccio prudente, ma osservano che la possibilità di una successiva ri-transizione dimostra come l'affermazione sociale non possa essere considerata, in termini assoluti, un percorso irreversibile. Quanto alla cosiddetta "desistenza", SIP e ACP ricordano che le percentuali più frequentemente richiamate nel dibattito derivano da studi pubblicati tra il 2008 e il 2013, successivamente criticati per alcuni limiti metodologici. Per questo, sostengono, quei dati devono essere interpretati con cautela e non possono essere utilizzati per prevedere il percorso individuale di un bambino.
Le fonti scientifiche richiamate nella guida
Nella lettera trovano spazio anche precisazioni sui riferimenti bibliografici. SIP e ACP spiegano che gli Standards of Care della World Professional Association for Transgender Health (WPATH) rappresentano uno dei principali riferimenti internazionali richiamati anche da documenti italiani recenti. Quanto alla Cass Review, precisano che non è stata inserita tra le fonti perché la guida non affronta protocolli farmacologici né costituisce una revisione sistematica delle terapie ormonali, aggiungendo che le conclusioni del rapporto sono state oggetto di critiche nella comunità scientifica internazionale.
Omogenitorialità, neurodivergenza e disponibilità al confronto
Le società scientifiche spiegano inoltre che i capitoli dedicati all'omogenitorialità rispondono all'esigenza di preparare i pediatri ad assistere situazioni che incontrano nella pratica clinica quotidiana, garantendo un'assistenza rispettosa e non discriminatoria. Sul rapporto tra neurodivergenza e incongruenza di genere ricordano invece che gli studi disponibili evidenziano associazioni statistiche, senza consentire di stabilire un rapporto di causa-effetto. La lettera si conclude con la disponibilità a proseguire il confronto con l'Autorità garante, anche attraverso eventuali chiarimenti o integrazioni della guida, "nel comune obiettivo di garantire ascolto, protezione, appropriatezza dell'assistenza e rispetto della dignità di ogni minore".




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