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Spesa farmaceutica, in dieci anni +39%: cresce solo la diretta, stabile la convenzionata

Dal confronto tra i monitoraggi Aifa 2015 e 2025 emerge una profonda trasformazione della farmaceutica italiana: quasi 7 miliardi di spesa in più, acquisti diretti a +66% e convenzionata sostanzialmente invariata.
Farmaci
Aifa

La spesa farmaceutica del Servizio sanitario nazionale è cresciuta di quasi il 39% nell'ultimo decennio, ma l'aumento non ha interessato in modo uniforme tutte le componenti della spesa. Il confronto tra i monitoraggi Aifa relativi ai consuntivi 2015 e 2025 mostra infatti una profonda trasformazione del sistema, con il progressivo spostamento del baricentro dagli acquisti in farmacia agli acquisti diretti effettuati da ospedali e aziende sanitarie.

Pur tenendo conto delle modifiche normative intervenute nel periodo e dei cambiamenti nella classificazione della spesa, il dato complessivo evidenzia una crescita rilevante. Nel 2015 la spesa farmaceutica monitorata da Aifa ammontava a circa 18 miliardi di euro, mentre nel 2025 ha raggiunto 24,965 miliardi, con un incremento di circa 6,95 miliardi.

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Gli acquisti diretti trainano la crescita

La componente che registra la maggiore espansione è quella degli acquisti diretti. Nel 2015 la distribuzione diretta e per conto dei farmaci di fascia A, insieme alla spesa ospedaliera, valeva complessivamente circa 9,8 miliardi di euro. Nel 2025 gli acquisti diretti hanno raggiunto 16,259 miliardi, con un incremento superiore a 6,4 miliardi (+66%).

L'aumento riflette il crescente impiego di farmaci innovativi, biologici e terapie ad alta specializzazione, sempre più frequentemente acquistati e distribuiti direttamente dalle strutture del Servizio sanitario nazionale. Di segno opposto l'andamento della farmaceutica convenzionata. La spesa netta è passata da 8,477 miliardi nel 2015 a 8,515 miliardi nel 2025, con un incremento di appena 38 milioni di euro (+0,5%). Considerando l'inflazione, il dato corrisponde a una sostanziale riduzione della spesa reale. Anche la spesa lorda risulta in calo, pur risentendo degli effetti del nuovo sistema di remunerazione delle farmacie introdotto nel marzo 2024.

Sostenibilità, il disavanzo si sposta sugli acquisti diretti

L'evoluzione emerge con chiarezza anche dal confronto dei tetti di spesa. Nel 2015 la spesa ospedaliera superava il tetto del 3,5% del Fondo sanitario nazionale con uno sfondamento pari a 1,535 miliardi di euro. Nel 2025 gli acquisti diretti, al netto dei gas medicinali, hanno raggiunto l'11,82% del Fondo sanitario nazionale rispetto a un tetto dell'8,30%, determinando uno sfondamento di 4,767 miliardi di euro.

Il disavanzo è quindi aumentato di oltre 3,2 miliardi rispetto a dieci anni prima, mentre la convenzionata si è fermata al 6,43% del Fondo sanitario, al di sotto del tetto del 6,80%, generando un avanzo di circa 498 milioni.

Meno ricette, più giorni di terapia

Nel decennio cambia anche il profilo dei consumi. Le ricette erogate dalle farmacie convenzionate passano da 596 milioni nel 2015 a 575,7 milioni nel 2025, con una riduzione del 3,4%. Il calo delle prescrizioni non corrisponde però a un minore utilizzo dei farmaci. Le dosi definite giornaliere (DDD) continuano infatti ad aumentare: già nel 2015 crescevano del 7,6% rispetto all'anno precedente, mentre nel 2025 registrano un ulteriore incremento dello 0,7% sul 2024, indicando trattamenti più prolungati e una maggiore intensità terapeutica.

Cambia anche la compartecipazione dei cittadini

Nel decennio resta sostanzialmente stabile l'ammontare della compartecipazione diretta dei cittadini, passata da 1,521 a 1,524 miliardi di euro. A modificarsi è invece la composizione della spesa. Diminuisce il peso del ticket fisso regionale, sceso da 516 a 481 milioni di euro, mentre aumenta la quota pagata per acquistare medicinali con un prezzo superiore a quello di riferimento, salita da 1,005 a 1,044 miliardi.

Il confronto tra i monitoraggi Aifa evidenzia quindi un sistema profondamente cambiato. La crescita della spesa farmaceutica è stata sostenuta quasi esclusivamente dagli acquisti diretti, mentre la convenzionata è rimasta sostanzialmente stabile. Parallelamente diminuiscono le ricette, aumentano i giorni di terapia e cambia anche la composizione della compartecipazione dei cittadini, confermando lo spostamento del baricentro della farmaceutica italiana verso le terapie ad alta innovazione erogate dalle strutture del Servizio sanitario nazionale.

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