
Nuove analisi dello studio multinazionale MILOS, illustrate al Congresso della European Society of Cardiology (ESC) 2026 di Monaco di Baviera, rafforzano il profilo di efficacia dell'acido bempedoico nel controllo della dislipidemia in setting di pratica clinica quotidiana. La molecola, impiegata sia come monoterapia sia in associazione a dose fissa con ezetimibe, è stata valutata su un'ampia popolazione di pazienti adulti con ipercolesterolemia primaria o dislipidemia mista, seguiti in centri distribuiti tra Germania, Austria, Belgio, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Svizzera e Regno Unito.
Il dato più rilevante riguarda l'impatto prognostico delle riduzioni lipidiche osservate: in un sottogruppo di 960 pazienti ad elevato rischio, un anno di terapia aggiuntiva con acido bempedoico si è associato a una diminuzione relativa del 17,1% e a una riduzione assoluta del 4,8% della probabilità stimata di eventi cardiovascolari maggiori nell'arco di un decennio. Questo risultato traduce in termini prognostici concreti le riduzioni del colesterolo LDL ottenute nel primo anno di trattamento, confermando che il beneficio lipidico si accompagna a un vantaggio clinico atteso sul piano del rischio cardiovascolare complessivo.
Le analisi hanno inoltre documentato una risposta terapeutica solida e costante sia nella popolazione femminile sia in quella maschile. Nelle donne la riduzione relativa del colesterolo LDL ha raggiunto il 31%, mentre negli uomini si è attestata al 25%, a conferma di un profilo di efficacia trasversale che non risulta condizionato dal genere del paziente.
Un ulteriore filone di analisi ha riguardato l'impatto del trattamento in relazione allo stato metabolico dei pazienti, includendo soggetti con diabete, prediabete e normoglicemia. In tutti questi sottogruppi, la terapia con acido bempedoico — da sola o in combinazione con altri farmaci ipolipemizzanti — ha prodotto una riduzione media relativa del colesterolo LDL pari ad almeno il 24,9% dopo un anno di follow-up, incrementando anche la quota di pazienti che ha raggiunto i target terapeutici prefissati, indipendentemente dalla presenza di diabete.
Secondo il Professor Klaus G. Parhofer, dell'Università di Monaco di Baviera, la solidità dei dati real-world consolida la fiducia clinica nell'impiego dell'acido bempedoico in diversi profili di pazienti, incluse le persone con diabete, favorendo una gestione più efficace dei soggetti a rischio cardiovascolare. Sul fronte industriale, il Dottor Stefan Seyfried, Vice President e Head of Medical Affairs Specialty Medicines di Daiichi Sankyo, ha sottolineato l'impegno dell'azienda nella ricerca cardiovascolare, ribadendo l'obiettivo di rispondere ai bisogni terapeutici ancora insoddisfatti in modo che nessun paziente venga escluso dalla gestione ottimale della patologia.
MILOS (identificativo NCT04579367) è uno studio osservazionale europeo multicentrico, ancora in corso, disegnato per descrivere l'utilizzo dell'acido bempedoico e della sua combinazione a dose fissa con ezetimibe nella pratica clinica quotidiana. Le evidenze presentate all'ESC 2026 si inseriscono in un più ampio programma di generazione di dati promosso da Daiichi Sankyo nell'area cardiovascolare, con l'obiettivo di fornire ai clinici strumenti aggiornati per l'ottimizzazione della terapia ipolipemizzante.



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