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Dolore toracico sottovalutato in Pronto soccorso: struttura responsabile

Paziente con ipertensione e diabete dimessa con diagnosi di disturbi gastrici e morta poco dopo per infarto. La Cassazione conferma il risarcimento ai familiari
Medlex

Dolore toracico in una paziente con ipertensione e diabete non adeguatamente approfondito, classificazione con codice verde e dimissione dal Pronto soccorso con una diagnosi riferita a problemi gastrici. Poco dopo la donna morì per infarto. Con l'ordinanza n. 22515/2026, la Terza sezione civile della Cassazione ha confermato la responsabilità della struttura sanitaria per l'omissione degli accertamenti che avrebbero consentito di individuare la patologia cardiaca.

Il procedimento era stato promosso dai familiari della paziente per ottenere il risarcimento dei danni conseguenti al decesso. Al centro del giudizio è finita la gestione della donna durante l'accesso in Pronto soccorso e, in particolare, la valutazione dei sintomi alla luce dei fattori di rischio già presenti.

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La paziente presentava infatti dolore toracico ed era affetta da ipertensione e diabete. Elementi che, secondo la ricostruzione accolta nel giudizio, avrebbero richiesto un approfondimento diagnostico e un monitoraggio più prolungato prima di escludere una causa cardiaca della sintomatologia.

La diagnosi di problemi gastrici e la successiva dimissione

Nonostante il quadro clinico e i fattori di rischio, alla donna era stato attribuito un codice verde. La valutazione effettuata in Pronto soccorso aveva orientato la diagnosi verso una causa gastrica e la paziente aveva quindi lasciato la struttura.

Il successivo decesso per infarto ha portato i congiunti ad agire nei confronti dell'Azienda ospedaliera. La contestazione non riguardava soltanto l'erroneità della diagnosi formulata, ma soprattutto l'omissione degli approfondimenti che il quadro clinico avrebbe richiesto prima della dimissione.

Nel giudizio è stato quindi valutato il comportamento che i sanitari avrebbero dovuto tenere di fronte a una paziente con dolore toracico associato a condizioni capaci di aumentare il rischio cardiovascolare.

L'Azienda ospedaliera ha contestato la propria responsabilità sostenendo, tra gli altri argomenti, che la donna si fosse volontariamente allontanata dalla struttura. La ricostruzione non è stata tuttavia ritenuta sufficiente a interrompere il rapporto causale tra la gestione sanitaria e il successivo decesso.

L'allontanamento della paziente non esclude la responsabilità

La Cassazione ha rigettato il ricorso della struttura, lasciando ferma la decisione favorevole ai familiari. L'elemento decisivo resta la condotta tenuta durante la permanenza della paziente in Pronto soccorso e l'adeguatezza degli accertamenti effettuati rispetto ai sintomi e ai fattori di rischio presenti.

La prospettazione dell'allontanamento volontario non poteva quindi essere considerata isolatamente rispetto a quanto era avvenuto prima. Il punto era stabilire se la paziente avesse ricevuto una valutazione clinica adeguata e se fossero stati effettuati gli approfondimenti necessari prima che lasciasse la struttura.

Secondo la ricostruzione confermata nel giudizio, la sottovalutazione dei fattori di rischio e l'omissione di un monitoraggio sufficientemente prolungato avevano privato la paziente della possibilità di ricevere tempestivamente diagnosi e trattamento della patologia cardiaca.

Per il medico di Pronto soccorso, il rilievo della decisione non sta quindi nell'affermazione che ogni dolore toracico imponga indiscriminatamente gli stessi accertamenti, ma nella necessità di valutare il sintomo all'interno del profilo di rischio concreto del paziente prima di orientarsi verso una diagnosi alternativa e procedere alla dimissione.

Il risarcimento del danno ai familiari

La vicenda riguardava infine le conseguenze risarcitorie del decesso nei confronti dei congiunti. Accertata la responsabilità della struttura, il giudizio civile ha riconosciuto il danno parentale derivante dalla perdita della paziente.

L'ordinanza n. 22515/2026 richiama così l'attenzione sul momento che precede la dimissione dal Pronto soccorso: la correttezza della diagnosi non viene valutata soltanto sulla base del sintomo considerato isolatamente, ma anche rispetto alle condizioni del paziente e agli elementi di rischio disponibili al momento della decisione clinica.

Quando questi elementi rendono necessari ulteriori approfondimenti, la loro omissione può assumere rilievo causale se impedisce una diagnosi tempestiva e il trattamento di una patologia potenzialmente letale.

Medlex
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