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Diabete, verso il Registro nazionale: cure ed esiti sotto osservazione

Lo schema di decreto del Ministero ha ottenuto il via libera del Garante privacy. Registri regionali collegati per misurare accesso alle cure, complicanze ed esiti
Istituzioni

Un Registro nazionale per conoscere diffusione del diabete, trattamenti, complicanze ed esiti, ma anche per misurare qualità dell'assistenza e differenze nell'accesso alle cure. Il Ministero della Salute ha predisposto lo schema di decreto che disciplina organizzazione e funzionamento del Registro nazionale diabete, sul quale il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole.

Il provvedimento riguarda il diabete di tipo 1 e 2, il diabete gestazionale e le altre forme della malattia. Il percorso non è ancora concluso: per l'adozione del decreto è prevista l'intesa in Conferenza Stato-Regioni.

Un'unica base di dati per misurare anche l'assistenza

Il Registro dovrà produrre informazioni omogenee e standardizzate su prevalenza e incidenza della malattia, trattamenti, complicanze e sopravvivenza. I dati serviranno inoltre a monitorare accesso e qualità dell'assistenza, valutare gli esiti e individuare i gruppi maggiormente esposti al rischio.

L'obiettivo non è quindi soltanto epidemiologico. Le informazioni raccolte dovranno sostenere anche la ricerca scientifica e soprattutto la programmazione sanitaria, consentendo di confrontare bisogni, percorsi assistenziali ed esiti.

Il sistema sarà articolato tra livello nazionale e territoriale. Regioni e Province autonome saranno chiamate a realizzare i propri registri e a individuare i Centri di riferimento regionali. I dati raccolti sul territorio alimenteranno periodicamente il Registro nazionale.

La struttura dovrebbe così permettere sia una lettura complessiva della diffusione e dell'assistenza al diabete in Italia sia il confronto tra le diverse realtà regionali.

Il Garante dà il via libera dopo le modifiche

Lo schema è arrivato al Garante privacy il 2 luglio scorso. Il 6 agosto l'Autorità ha espresso parere favorevole, dopo un confronto con il Ministero che aveva già portato a modificare il testo e il relativo disciplinare tecnico.

Il Garante sottolinea che le modifiche hanno riguardato anche il bilanciamento tra le finalità di interesse pubblico del Registro e la tutela dei dati personali dei pazienti.

Il quadro normativo prevede infatti che siano definiti i tipi di dati raccolti, i soggetti autorizzati ad accedervi, le operazioni consentite e le misure necessarie a proteggere gli interessati.

Concluso questo passaggio, resta l'intesa con la Conferenza Stato-Regioni prima dell'adozione definitiva del decreto.

FeSDI: "Una base solida per programmare"

La Federazione delle Società Diabetologiche Italiane, che riunisce l'Associazione Medici Diabetologi (AMD) e la Società Italiana di Diabetologia (SID), accoglie favorevolmente il provvedimento e auspica un rapido completamento dell'iter.

"Disporre di dati strutturati e standardizzati significa conoscere sempre meglio la realtà del diabete nel nostro Paese, misurare la qualità e gli esiti dell'assistenza, individuare i bisogni ancora non soddisfatti e offrire alle Istituzioni una base solida sulla quale orientare la programmazione", afferma Salvatore De Cosmo, presidente FeSDI e AMD.

Per Raffaella Buzzetti, presidente SID, la dimensione regionale sarà particolarmente importante per far emergere le differenze territoriali nei percorsi di cura e negli esiti e individuare le aree nelle quali intervenire.

Secondo FeSDI, il Registro potrà inoltre consolidare il lavoro già avviato nell'ambito di JACARDI, la Joint Action europea sulle malattie cardiovascolari e il diabete coordinata in Italia dall'Istituto Superiore di Sanità, trasformando la sperimentazione di modelli e strumenti di raccolta dei dati in un'infrastruttura stabile per il Servizio sanitario.

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