
Dalla vicenda WHI a una nuova lettura della TOS
Il tema è stato discusso durante il 3° AME Update in Endocrinologia Ginecologica, che si è svolto il 18 e 19 settembre a Roma, riunendo specialisti di endocrinologia e ginecologia.
A riaprire il dibattito contribuisce anche la recente decisione della Food and Drug Administration (FDA) di rimuovere il Black Box Warning dalle terapie ormonali per la menopausa. L'avvertenza rappresenta il livello più elevato di segnalazione dei rischi previsto dall'autorità regolatoria statunitense.
Secondo gli specialisti intervenuti all'evento, il cambiamento va letto nel contesto dell'accumulo di nuove conoscenze maturate negli anni successivi allo Women’s Health Initiative (WHI). Le evidenze oggi disponibili suggeriscono infatti di evitare una valutazione indistinta della TOS e di considerare il profilo della singola paziente.
Il ruolo della personalizzazione
Per Salvatore Monti, Direttore della UOSD di Endocrinologia e Diabetologia dell’AOU Sant’Andrea di Roma, il superamento del Black Box Warning rappresenta un passaggio significativo, ma richiede parallelamente una maggiore diffusione delle conoscenze scientifiche.
L'obiettivo è favorire decisioni cliniche basate sulle evidenze, tenendo conto delle caratteristiche individuali della donna. La gestione della menopausa assume infatti un rilievo crescente anche considerando che una parte consistente della vita femminile si svolge nella fase post-menopausale.
TOS: cambiano formulazioni e strategie
Anche Angelo Cagnacci, Direttore della UOC di Clinica Ginecologica e Ostetrica dell’IRCCS Ospedale San Martino, evidenzia l'evoluzione della terapia rispetto a quella disponibile 25 anni fa.
Tra gli elementi che hanno ampliato le possibilità di personalizzazione vengono indicate le formulazioni transdermiche a basso dosaggio e le diverse combinazioni terapeutiche. La scelta deve essere ricondotta al quadro clinico individuale, considerando anche la cosiddetta “finestra di opportunità”, individuata nei primi dieci anni dall’inizio della menopausa o nelle donne sane di età inferiore ai 60 anni, sempre in assenza di controindicazioni.
La revisione dell'approccio alla TOS non equivale quindi a un'indicazione generalizzata al trattamento. La valutazione del rapporto tra benefici e rischi rimane centrale e deve essere effettuata sulla base delle caratteristiche della singola donna.
Endocrinologia e ginecologia, confronto multidisciplinare
Il percorso promosso dall’AME – Associazione Medici Endocrinologi punta anche a rafforzare la collaborazione tra endocrinologi e ginecologi nella gestione della salute femminile.
In questo scenario, formazione continua e aggiornamento delle evidenze diventano strumenti essenziali per accompagnare l'evoluzione della pratica clinica. La menopausa viene così affrontata non come una condizione da trattare secondo schemi uniformi, ma come una fase della vita nella quale sintomi, condizioni cliniche e fattori di rischio devono concorrere alla definizione del percorso terapeutico.
Il confronto sviluppato durante il 3° AME Update in Endocrinologia Ginecologica si inserisce quindi in una fase di rinnovato interesse scientifico per la gestione della menopausa, con l'obiettivo di integrare le più recenti conoscenze con una valutazione clinica individualizzata.




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