
La sperimentazione ha coinvolto 2.749 adulti con diabete di tipo 2, sovrappeso o obesità e aumentato rischio cardiovascolare, confrontando orforglipron con insulina glargine titolata. L’endpoint primario era rappresentato dal tempo alla prima comparsa di un evento cardiovascolare maggiore (MACE-4), comprendente morte cardiovascolare, infarto miocardico, ictus o ricovero per angina instabile.
Nel corso dello studio, il rischio di MACE-4 è risultato inferiore del 16% nel gruppo trattato con orforglipron rispetto all’insulina glargine (HR 0,84; IC 95% 0,59-1,20). Il dato ha soddisfatto il criterio predefinito di non inferiorità cardiovascolare.
Anche considerando il composito MACE-3, costituito da morte cardiovascolare, infarto e ictus, il rischio è risultato numericamente inferiore con orforglipron (HR 0,77; IC 95% 0,52-1,13).
Le analisi pianificate hanno inoltre evidenziato una minore mortalità cardiovascolare (HR 0,47) e una minore mortalità per qualsiasi causa (HR 0,43) nel gruppo orforglipron. Questi risultati, pur rilevanti, vanno interpretati alla luce della natura delle analisi e del fatto che non era previsto un controllo dell’errore di tipo 1 per queste valutazioni.
Glicemia e peso: vantaggi mantenuti nel tempo
Il trattamento ha prodotto anche un miglioramento degli indicatori metabolici. A 52 settimane, la riduzione media dell’A1C è stata dell’1,6% con orforglipron, rispetto all’1,0% osservato con insulina glargine, con una differenza stimata tra i trattamenti di -0,66 punti percentuali.
Il peso corporeo è diminuito dell’8,8% con orforglipron, mentre nel gruppo insulina glargine è aumentato dell’1,7%. A 104 settimane, il 54,6% dei partecipanti trattati con orforglipron aveva raggiunto un valore di A1C ≤6,5%, contro il 23,8% con insulina; il 35,9% aveva inoltre ottenuto una riduzione ponderale ≥10%, rispetto al 3,4%.
Tra gli altri parametri cardiometabolici, alla settimana 52 sono state osservate riduzioni della circonferenza vita, della pressione sistolica, dei trigliceridi, del colesterolo non-HDL e della proteina C-reattiva ad alta sensibilità.
Un GLP-1 orale in fase di sviluppo
Orforglipron è un agonista del recettore GLP-1 non peptidico per somministrazione orale una volta al giorno. Nel programma ACHIEVE, avviato nel 2023, sono stati coinvolti oltre 6.000 pazienti con diabete di tipo 2.
Il profilo di sicurezza osservato in ACHIEVE-4 è risultato coerente con quello emerso negli studi precedenti. Gli eventi avversi più frequenti sono stati nausea, vomito, diarrea, riduzione dell’appetito e stitichezza; il 10,6% dei partecipanti ha interrotto il trattamento per eventi avversi durante almeno 52 settimane di esposizione.
Il programma di sviluppo prosegue con ATTAIN-OUTCOMES, studio di fase 3 finalizzato a valutare gli esiti cardiovascolari di orforglipron in adulti con sovrappeso o obesità, con o senza diabete di tipo 2, e malattia cardiovascolare o renale accertata.




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