
Il disavanzo sanitario delle Regioni italiane raggiunge 2,3 miliardi di euro nel 2025, con un aumento di 795,2 milioni rispetto all'anno precedente. Ma il dato più significativo riguarda la distribuzione delle perdite: oltre il 70% dello squilibrio complessivo si concentra nelle Regioni non sottoposte a Piano di rientro, segnalando difficoltà finanziarie che si estendono oltre i sistemi sanitari tradizionalmente soggetti a misure straordinarie di risanamento.
È quanto emerge dall'Audizione della Corte dei conti sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026, nella quale la magistratura contabile analizza i risultati economici dei servizi sanitari regionali e le prospettive del finanziamento pubblico. Il disavanzo considerato è quello rilevato prima delle coperture finanziarie, tenendo conto degli ulteriori trasferimenti delle Province autonome e delle Regioni a statuto speciale: non rappresenta quindi necessariamente una perdita rimasta senza copertura alla chiusura dell'esercizio.
Il disavanzo cresce del 51,8%, ma la maggior parte è fuori dai Piani di rientro
Secondo la Corte dei conti, il risultato economico complessivo dei sistemi sanitari regionali è peggiorato da circa 1,5 miliardi nel 2024 a 2,3 miliardi nel 2025, con un incremento del 51,8% in dodici mesi. Le sette Regioni sottoposte a Piano di rientro, cioè Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Puglia e Sicilia, registrano un aumento particolarmente pronunciato: il disavanzo passa da 197 a 677 milioni di euro, con una crescita di 481 milioni, pari al 245%.
Nonostante questo peggioramento, tali Regioni rappresentano il 29,1% dello squilibrio nazionale. La quota prevalente, pari al 70,9%, riguarda invece le amministrazioni che operano al di fuori dei Piani di rientro. In questo secondo gruppo il disavanzo sale da 1,34 miliardi a 1,65 miliardi di euro, con un incremento di 314 milioni, pari al 23,5%.
Il dato evidenzia come il deterioramento degli equilibri economici non possa essere ricondotto esclusivamente alle difficoltà delle Regioni sottoposte a vincoli straordinari. La crescita delle perdite coinvolge anche sistemi sanitari che non rientrano nei percorsi di risanamento previsti dalla normativa.
Dal Nord al Sud, peggiorano i risultati economici regionali
L'analisi territoriale conferma un peggioramento diffuso, sebbene con intensità differenti. Nelle Regioni a statuto ordinario, il disavanzo complessivo raggiunge circa 1,6 miliardi di euro, contro i 973 milioni del 2024. L'incremento è di 615 milioni, pari al 63,2%, e rappresenta il 68,2% dello squilibrio nazionale. La crescita più consistente in termini assoluti riguarda le Regioni ordinarie del Mezzogiorno, dove il saldo negativo passa da 335 a 638 milioni di euro. Nel Centro aumenta da 179 a 342 milioni, mentre al Nord sale da 460 a 608 milioni.
Anche le Regioni a statuto speciale e le Province autonome registrano un peggioramento, con un disavanzo che passa da 561 a 741 milioni, pari a un incremento del 32,1%. In questo gruppo, la crescita è concentrata soprattutto nelle Regioni speciali meridionali, dove il saldo negativo aumenta da 386 a 544 milioni.
La distribuzione geografica mostra dunque che le difficoltà finanziarie attraversano tutte le principali aree del Paese. I dati aggregati non consentono tuttavia di attribuire lo stesso andamento a ogni singola Regione, né di individuare automaticamente le cause dei rispettivi squilibri.
Finanziamento sanitario in crescita, ma diminuisce il peso sul PIL
Il peggioramento dei conti regionali si inserisce in un quadro di finanziamento pubblico che presenta dinamiche differenti a seconda che si considerino gli importi assoluti o la loro incidenza sull'economia nazionale.
La Corte dei conti ricorda che il livello del fabbisogno sanitario nazionale cui concorre lo Stato è stato pari a 136,5 miliardi di euro nel 2025, in crescita dell'1,9% rispetto al 2024. A legislazione vigente, il finanziamento sale a 142,9 miliardi nel 2026, per raggiungere 143,9 miliardi nel 2027, 144,8 miliardi nel 2028 e 145,8 miliardi nel 2029.
Nonostante l'aumento nominale, il rapporto tra finanziamento sanitario e PIL è destinato a diminuire. Dopo il 6,14% previsto nel 2026, la quota scenderebbe progressivamente fino al 5,78% nel 2029. Si tratta di previsioni formulate a legislazione vigente, che non incorporano gli eventuali effetti delle misure che saranno introdotte con la prossima legge di Bilancio.
Il confronto tra crescita dei disavanzi e andamento del finanziamento non dimostra, da solo, un rapporto causale diretto. Evidenzia però la necessità di valutare la sostenibilità dei servizi sanitari regionali alla luce dell'evoluzione dei costi, delle risorse disponibili e delle esigenze assistenziali.
La prossima manovra e il problema della sostenibilità dei servizi
L'aumento dei disavanzi interviene mentre il sistema sanitario è chiamato a sostenere nuovi fabbisogni di spesa, legati al personale, all'innovazione tecnologica e al rafforzamento dell'assistenza territoriale.
Nella stessa audizione, la Corte dei conti richiama anche le esigenze finanziarie connesse al completamento delle strutture previste dal PNRR. La piena operatività delle Case e degli Ospedali di Comunità richiederà infatti risorse correnti per il personale dipendente e convenzionato, oltre che per l'acquisto di beni e servizi. Il tema non riguarda soltanto la realizzazione degli investimenti, ma la capacità di garantire nel tempo il funzionamento delle strutture e la continuità delle prestazioni.
In questo contesto, i risultati economici del 2025 pongono una questione centrale per la programmazione sanitaria: il riequilibrio dei bilanci non può essere considerato un problema circoscritto alle Regioni in Piano di rientro.
La concentrazione di oltre sette decimi del disavanzo nei sistemi non sottoposti a risanamento straordinario indica che la sostenibilità finanziaria dell'assistenza sanitaria rappresenta ormai una criticità più estesa, da affrontare sia attraverso la programmazione delle risorse sia attraverso il controllo dei costi e la valutazione dell'efficienza dei servizi.




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.