
L’anafilassi è una reazione allergica sistemica a insorgenza rapida, potenzialmente fatale se non trattata tempestivamente. Può essere scatenata, tra gli altri fattori, da alimenti, punture di insetti e farmaci. Il rilascio di istamina e di altre sostanze provoca una serie di effetti che possono comprendere difficoltà respiratoria, broncospasmo, calo della pressione arteriosa e perdita di coscienza.
L’adrenalina rappresenta il trattamento di prima scelta e deve essere somministrata rapidamente. Tuttavia, la paura dell’ago, l’ansia e, soprattutto tra i giovani, l’imbarazzo di dover effettuare un’iniezione in pubblico possono ostacolarne l’impiego. Secondo i dati citati dalla Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (SIAAIC), tra il 25% e il 60% dei pazienti può rifiutare l’autoiniezione. In alcuni casi, il ritardo arriva a nove minuti. Solo il 7% degli adulti e il 21% dei bambini che necessitano di adrenalina la riceverebbe in tempo, mentre una quota rilevante di pazienti utilizza il dispositivo in modo scorretto o non lo porta sempre con sé.
L’assenza dell’ago e la semplicità d’uso sono tra i principali vantaggi della formulazione intranasale, che mira a favorire un intervento più tempestivo. Secondo quanto riportato dagli esperti, i risultati clinici indicano un’efficacia e tempi d’azione paragonabili a quelli della somministrazione intramuscolare. Il dispositivo presenta inoltre una durata di conservazione dichiarata di 30 mesi, rispetto ai 18 mesi indicati per l’autoiniettore, senza richiedere particolari condizioni ambientali.
L’impiego dovrà comunque essere valutato nella pratica clinica in base alle caratteristiche del paziente. La formulazione attualmente disponibile è destinata a persone di almeno 30 kg e non copre quindi i bambini più piccoli. Per questi ultimi, l’AIFA ha già approvato a luglio una formulazione pediatrica, il cui arrivo in Italia è previsto nella primavera 2027. Gli esperti indicano inoltre la necessità di valutare il profilo di sicurezza in categorie specifiche, come anziani e pazienti con patologie cardiovascolari.
La nuova modalità di somministrazione potrebbe contribuire a superare alcune barriere all’uso tempestivo dell’adrenalina, senza modificare il principio centrale della gestione dell’anafilassi: riconoscere rapidamente la reazione e intervenire senza ritardi.




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