
Salute mentale, accesso alle cure e contrasto alle disuguaglianze sanitarie. Sono i temi al centro del 59° congresso nazionale della Società italiana d'igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SItI) a Genova. Nel corso dei lavori sono stati anticipati alcuni dati del prossimo Rapporto ASviS dedicato all'Obiettivo 3 dell'Agenda ONU 2030, dedicato alla tutela della salute e del benessere della popolazione.
Un quadro che preoccupa gli esperti
Secondo i dati presentati durante il congresso, gli indicatori relativi alla salute mostrano segnali di sostanziale stagnazione sia in Italia sia nel resto d'Europa. A destare particolare preoccupazione è soprattutto la situazione della salute mentale, che coinvolge ormai una quota molto ampia della popolazione. «I dati che verranno presentati nel prossimo Rapporto ASviS mostrano segnali preoccupanti sia a livello italiano che europeo, con i relativi indici compositi cresciuti poco dal 2010 e sostanzialmente stabili nell'ultimo anno», ha affermato Enrico Giovannini, direttore scientifico dell'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS) e professore ordinario dell'Università di Roma Tor Vergata.
Cresce l’allarme tra i giovani
Tra i numeri emersi durante il congresso, quelli relativi al benessere psicologico hanno attirato particolare attenzione. Secondo quanto illustrato da Giovannini, circa il 49% della popolazione riferisce la presenza di disagi psicologici, mentre il fenomeno interessa circa il 16% degli adolescenti. Ancora più rilevante il dato relativo ai giovani adulti: quasi una persona su cinque nella fascia tra 18 e 34 anni, pari a oltre 850 mila individui, risulta presa in carico dai Dipartimenti di Salute Mentale. «Particolarmente preoccupante appare la dimensione della salute mentale. È quindi necessario un investimento significativo in questo campo per evitare un futuro peggioramento dello stato di salute generale della popolazione», ha sottolineato Giovannini.
Le differenze tra territori restano un nodo aperto
Nel corso del congresso è stato evidenziato anche il peso delle disuguaglianze territoriali, che continuano a influenzare l'accesso alle cure e gli esiti di salute. Pur mostrando un lieve miglioramento nel lungo periodo, i divari tra le diverse aree del Paese rimangono significativi e rappresentano una delle principali sfide per la sanità pubblica. I dati illustrati nel corso della sessione dedicata all'Agenda 2030 hanno mostrato come alcune regioni abbiano registrato un peggioramento degli indicatori rispetto all'anno precedente, mentre altre abbiano evidenziato segnali di miglioramento, confermando un quadro ancora eterogeneo.
Prevenzione e sostenibilità al centro dell’Agenda 2030
Dalle discussioni emerse al congresso è arrivato infine un richiamo al ruolo strategico della prevenzione e della programmazione sanitaria nel garantire la sostenibilità futura del sistema. Per gli esperti, il raggiungimento degli obiettivi fissati dall'Agenda ONU 2030 richiederà investimenti mirati non solo nell'assistenza, ma anche nella promozione della salute, nella prevenzione e nella riduzione delle disuguaglianze che ancora influenzano le opportunità di cura dei cittadini. In questo contesto, il tema della salute mentale è emerso come una delle priorità più urgenti evidenziate dal Congresso SItI, insieme alla necessità di rafforzare le politiche di prevenzione e di garantire un accesso più equo ai servizi sanitari su tutto il territorio nazionale.




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