
La prossima legge di Bilancio prevederà un aumento del Fondo sanitario nazionale, ma l'entità delle nuove risorse resta ancora da definire. È quanto annunciato dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, intervenuto a Firenze in occasione del Festival delle Regioni, dove si è riunita la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni. Al centro del confronto, il finanziamento del Servizio sanitario nazionale, le richieste degli enti territoriali e la necessità di rafforzare gli investimenti nella prevenzione per contenere la crescita della spesa sanitaria.
Il confronto parte da una richiesta precisa: 18 miliardi di euro aggiuntivi nei prossimi tre anni, indicati da Gemmato come l'ammontare richiesto dalle Regioni che hanno avanzato le maggiori rivendicazioni finanziarie. Il sottosegretario ha osservato che si tratta di una cifra paragonabile all'incremento delle risorse sanitarie disposto dal Governo Meloni nella prima parte della legislatura. Un riferimento che, tuttavia, non equivale all'annuncio di uno stanziamento della stessa entità nella prossima manovra.
Finanziamento del Ssn, il confronto con le Regioni
'Prevediamo un aumento del Fondo sanitario nazionale', ha dichiarato Gemmato, ricordando che le richieste regionali più consistenti raggiungono i 18 miliardi nel triennio. Il sottosegretario ha rivendicato gli interventi finanziari già realizzati dall'esecutivo, collocando il rafforzamento del finanziamento pubblico tra le priorità della politica sanitaria.
Resta da chiarire quanto crescerà effettivamente il Fondo e quale sarà la distribuzione delle risorse tra le diverse esigenze del sistema. Per le Regioni, chiamate a garantire l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza, la disponibilità finanziaria condiziona la programmazione dei servizi, il personale, l'assistenza territoriale e la capacità di rispondere alla domanda di prestazioni.
Il confronto si inserisce in una fase nella quale l'invecchiamento della popolazione e la diffusione delle patologie croniche determinano una pressione crescente sull'organizzazione sanitaria. L'aumento nominale del finanziamento dovrà quindi essere valutato anche rispetto all'evoluzione dei costi e dei bisogni assistenziali, per comprenderne gli effetti concreti sulla capacità di erogazione dei servizi.
Prevenzione e cronicità nella sostenibilità del sistema
Accanto al finanziamento, Gemmato ha indicato la prevenzione come uno degli elementi centrali della prossima legge di Bilancio. Il sottosegretario ha richiamato due indicatori demografici: un'aspettativa di vita di 84,1 anni e un tasso di fertilità di 1,14 figli per donna, dati che evidenziano la progressiva trasformazione della struttura della popolazione italiana.
La maggiore longevità rappresenta un risultato positivo, ma comporta anche un aumento dei bisogni legati alla gestione delle malattie croniche e della non autosufficienza. In questa prospettiva, secondo Gemmato, investire nella prevenzione e nella promozione di stili di vita salutari costituisce una condizione per sostenere nel tempo il Servizio sanitario nazionale, affiancando all'incremento delle risorse interventi capaci di ridurre l'incidenza delle patologie prevenibili.
Il sottosegretario ha richiamato in particolare l'alimentazione, l'adesione alla dieta mediterranea e i corretti stili di vita, sottolineando la necessità di mantenere un sistema sanitario pubblico in grado di rispondere a una popolazione sempre più anziana.
Cambiamento climatico e approccio One Health
Nel corso dei lavori della Commissione Salute, Gemmato ha affrontato anche il rapporto tra cambiamento climatico e tutela della salute pubblica, confermando la disponibilità del Ministero a collaborare con le Regioni per rafforzare le politiche di prevenzione.
'Il cambiamento climatico richiede una risposta coordinata, fondata sulla prevenzione e sulla collaborazione tra istituzioni', ha dichiarato il sottosegretario, esprimendo apprezzamento per il documento presentato dalla Conferenza delle Regioni e per l'adozione dell'approccio One Health, che considera congiuntamente salute umana, animale e ambientale.
Il confronto tra Governo e Regioni proseguirà quindi su due piani: la definizione delle risorse da destinare al Fondo sanitario nazionale e il rafforzamento delle politiche di prevenzione, comprese quelle legate ai rischi ambientali. La quantificazione degli stanziamenti nella legge di Bilancio sarà il passaggio decisivo per misurare la portata degli impegni annunciati e la loro capacità di tradursi in interventi concreti per il Servizio sanitario nazionale.




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