
Uno dei principali risultati riguarda il contributo della sperimentazione clinica alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Per ogni euro investito da Roche negli studi clinici sponsorizzati in Italia, il risparmio stimato per il SSN è pari a 2,82 euro. Nel complesso, i 137 studi sponsorizzati attivi nel 2025 hanno generato un risparmio stimato di 94,4 milioni di euro.
Nello stesso anno risultavano attivi 191 studi interventistici, con il coinvolgimento di 13.326 pazienti in sei aree terapeutiche: cardiovascolare e metabolica, ematologia, immunologia, neuroscienze, oftalmologia e oncologia. A questi si aggiungono 36 studi osservazionali e 25 programmi di uso compassionevole.
Lo studio richiama tuttavia anche le criticità che rallentano lo sviluppo della ricerca nel Paese. Secondo un’analisi ALTEMS, le lungaggini burocratiche nell’attivazione dei centri clinici avrebbero comportato in tre anni oltre 10.500 pazienti non arruolati e 180 milioni di euro di benefici sanitari mancati. Una più rapida attivazione degli studi e una gestione più efficiente del percorso sperimentale potrebbero aumentare del 35% il numero di pazienti arruolati, sulla base di un campione di 34 studi interventistici sponsorizzati attivi in Lombardia nel 2025, con un risparmio aggiuntivo stimato in 1,4 milioni di euro per il SSN.
Anche la diagnostica in vitro contribuisce a orientare l’evoluzione dei percorsi assistenziali. Nel 2025 Roche Diagnostics ha promosso 20 studi, coinvolgendo complessivamente 11.480 pazienti. Secondo i dati presentati, gli esami diagnostici guidano circa il 70% delle decisioni cliniche e rappresentano uno strumento importante per favorire un modello sanitario più orientato alla prevenzione, alla tempestività e alla personalizzazione delle cure.
Nel corso dell’incontro, la General Manager di Roche Diagnostics, Burçak Çelik, ha sottolineato la necessità di valutare il valore delle tecnologie diagnostiche lungo l’intero percorso del paziente e non soltanto all’interno del laboratorio. Tra le criticità indicate dall’azienda figura il payback sui dispositivi medici, che, secondo Roche, penalizza gli investimenti e può rallentare l’introduzione delle innovazioni.
L’impatto di Roche si estende anche al sistema produttivo nazionale. Nel complesso, le attività dell’azienda generano 718 milioni di euro di impatto sul PIL e coinvolgono oltre 1.300 fornitori italiani, attivi in 51 settori merceologici. Il 78% di questi è costituito da piccole e medie imprese.
Sul piano occupazionale, a fronte di 993 dipendenti diretti, le attività aziendali sostengono complessivamente 3.195 unità di lavoro equivalenti, considerando filiera e indotto. Nel 2025 sono state inoltre erogate oltre 60.000 ore di formazione ai collaboratori, di cui 5.700 dedicate all’intelligenza artificiale.
Lo Studio prende in esame anche la dimensione ambientale: tra il 2022 e il 2025 Roche ha ridotto i consumi di energia elettrica del 30%, quelli di gas metano del 4% e le emissioni di gas serra dell’8%. Per il 2027 è previsto l’obiettivo di rendere la sede italiana di Monza a zero emissioni di CO₂ attraverso un progetto geotermico.
In occasione della presentazione dello Studio, Roche ha annunciato anche il conferimento del Bollino CNEL per le buone pratiche partecipative dei lavoratori e del Premio Parità di Genere 2026 di Assolombarda. Tra gli elementi evidenziati nell’analisi figurano l’assenza di gender pay gap, attestata dalla certificazione UNI/PdR 125, una presenza femminile pari al 54% del personale e la convivenza di quattro generazioni in azienda.
Dal confronto tra istituzioni, imprese ed esperti è emersa infine la richiesta di una governance più stabile e prevedibile per il settore delle scienze della vita. Tra le priorità indicate da Roche figurano il superamento graduale del payback, procedure più rapide per l’avvio delle sperimentazioni e regole capaci di favorire gli investimenti in ricerca, occupazione qualificata e innovazione diagnostica.

Il nuovo ossigenatore è progettato per i pazienti di piccola taglia e gestisce flussi da 0,1 a 1,8 litri al minuto. Dopo il previsto ottenimento del marchio CE, il dispositivo sarà introdotto da gennaio 2027 in 14 centri europei specializzati.

Il IX Report Italiano sugli ATMP, presentato agli ATMP Days 2026, evidenzia un settore in espansione: 271 studi clinici in fase avanzata, quasi la metà dedicati alle malattie rare. In Europa 33 terapie autorizzate, ma solo 16 rimborsate in Italia.

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