Al momento di essere operata Benedetta aveva tredici mesi, e ad oggi è ancora la più giovane paziente in Italia ad utilizzare il particolare dispositivo per il controllo a distanza del battito cardiaco. Un'aritmia ventricolare incessante iniziata quando la piccola aveva 12 mesi, spiega la direzione sanitaria dei Riuniti, costringeva il suo cuore a battere più veloce del normale, in tachicardia. Dopo due ricoveri in altrettanti ospedali del milanese la piccola è arrivata al presidio di Bergamo ''con poche speranze di sopravvivere senza un trapianto''. ''Il fatto che la paziente fosse così piccola - spiega Francesco Cantù, responsabile dell'Elettrofisiologia dei Riuniti - rendeva l'intervento molto rischioso. La prima difficoltà era data dal dover individuare correttamente l'area da operare in un cuore così piccolo; la seconda nell'eseguire un'ablazione nel ventricolo sinistro, la struttura più importante del cuore e di più difficile accesso''.




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.