Un assegno mensile vitalizio per le 'vittime' del talidomide, farmaco che negli anni '50 era ritenuto sicuro e che invece fu causa di gravissime malformazioni soprattutto nei bambini nati da donne che ne fecero uso in gravidanza.
L'assegno sarà di entità variabile a seconda della gravità dei danni subiti. E' quanto prevede il regolamento di esecuzione di una legge del 2007, firmato dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi: la misura diventerà0 operativa subito dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Si riconosce dunque un indennizzo ai soggetti affetti da 'sindrome di talidomide', determinata dalla somministrazione dell'omonimo farmaco e nati negli anni dal 1959 al 1965. In Italia, questi pazienti sarebbero oltre un centinaio e una delle malformazioni da cui sono affetti è la focomelia, ovvero l'assenza degli arti dalla nascita. L'indennizzo, si precisa nel regolamento, è corrisposto per la metà al soggetto danneggiato e per l'altra metà ai congiunti che prestano o abbiano prestato al danneggiato assistenza in maniera ''prevalente e continuativa''.
La finalità del divieto è di garantire la massima efficienza e funzionalità operativa all'Ssn, evitando gli effetti negativi di un contemporaneo esercizio, da parte del medico dipendente, di attività professionale presso strutture accreditate
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