
L'obiettivo secondario dello studio è stato invece quello di determinare la morbilità di questa metodica chirurgica.
Nello specifico questo studio retrospettivo è stato condotto su una serie di 41 pazienti, che sono stati sottoposti alla pelvectomia posteriore per il tumore ovarico in fase avanzata, per un periodo di 18 anni, dal luglio 1989 al luglio 2007.
L'intervento ha comportato la resezione completa in 19 pazienti (46,34%), un tumore residuo minore di 2 cm in 19 pazienti (46,34%) e un tumore maggiore di 2 cm in 3 pazienti (7,32%). In 34 pazienti (34 su 41), è stata restaurata immediatamente o nel breve termine una continuità digestiva soddisfacente con la funzione dello sfintere anale.




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