«"Con i miei assistiti - riporta il quotidiano torinese - ho un rapporto di fiducia e non mi sentirei di consigliare nulla di non abbastanza sperimentato, nel cui stato di conservazione compare il mercurio": in Veneto la posizione del dottor Domenico Crisarà, oltre mille mutuati, fra cui 350 ultra sessantacinquenni, sta facendo discutere: "Manca meno di una settimana all'arrivo dei flaconi e noi medici di famiglia non sappiamo se dev'essere somministrato in una sola iniezione o in doppio richiamo". Spaventano i possibili rischi collaterali, certo non aiuta la richiesta di firmare il consenso informato prima dell'iniezione: "Prassi insolita", commenta Crisarà».
«Sono tre - si legge ancora - per il momento, i vaccini «autorizzati» dall'Emea, Agenzia Europea per i medicinali.
«E' soprattutto sui bambini - prosegue l'articolo - che i pareri sono contrastanti. Pediatri assolutamente favorevoli contro colleghi irremovibili nello scoraggiare i genitori. "La somministrazione del vaccino ai bambini - commenta il professor Gianni Bona, vicepresidente pro-vaccinzione della Società Italiana di Pediatria - è sempre stata considerata uno strumento per limitare il rischio di contagio tra adulti e anziani"». I bimbi sono un ottimo veicolo di trasmissione: «Purtroppo i primi risultati in America dicono che l'efficacia del vaccino, per i bimbi, è più bassa di quanto si sperasse: 25 per cento il tipo senza adiuvante, 40 per cento quello con l'adiuvante».
Fonte: www.edott.it


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