Ricercatori dell'università Cattolica di Roma hanno creato un 'termometro molecolare' per misurare il livello di gravità dei pazienti con cirrosi epatica e per correre prontamente ai ripari evitando ulteriori peggioramenti.
Il termometro, spiega la rivista American Journal of Gastroenterology, misura il livello di danneggiamento delle pareti intestinali che nei pazienti con cirrosi sono destinate a divenire sempre più permeabili lasciando sfuggire dai 'buchi' i batteri della flora intestinale che possono causare peritonite batterica e quindi ascite. La scoperta, di un gruppo di ricercatori dei Dipartimenti di Medicina interna e Medicina nucleare dell'Università Cattolica di Roma guidato da Antonio Gasbarrini, rappresenta un importante passo avanti per diminuire la mortalità dei pazienti in condizioni gravi.
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