
Il metodo, messo a punto dall'equipe di Simon Harris del Wellcome Trust Sanger Institute in Gran Bretagna, permette di tracciare la mappa dei contagi sia a livello ospedaliero tra degenti, sia a livello globale, da un ospedale all'altro nello stesso paese e tra un paese e l'altro. Secondo quanto riferito sulla rivista Science la mappa è basata su un innovativo e dettagliatissimo test del Dna del batterio che individua ogni più piccola modifica del suo codice genetico: questo ha permesso di costruire l'albero geenealogico globale di MRSA e scoprire per esempio che questa minaccia e' arrivata in Europa negli anni 60 in concomitanza col massiccio uso degli antibiotici nel Vecchio Continente. L'equipe di Harris ha usato due gruppi di dati per svolgere questo studi su scala micro (in un ospedale) e su scala globale: 42 campioni presi da varie parti del mondo (Nord e Sud America, Europa, Australia, Asia), da persone che si sono infettate tra 1982 e 2003; 20 campioni da pazienti infettatisi tutti in un ospedale tailandese nell'arco di sette mesi l'uno dall'altro, probabilmente legati, quindi, da una catena di trasmissioni persona-persona. Lo Stafilococco Aureus è uno dei batteri più temuti in ospedale dove trova soggetti debilitati facilmente infettabili: può causare pericolose infezioni come la pericardite (cuore), la polmonite, la sepsi (infezione sistemica di tutto l'organismo). Ed è sempre più invincibile perchè ha acquisito numerose resistenze agli antibiotici, tanto che oggi viene trattato con antibiotici ad ampio spettro, col pericolo che anche questi diventino inefficaci nel giro di poco tempo e che quindi non si abbiano altre armi contro di lui. Secondo dati forniti da Roberto Cauda, direttore dell'Istituto di Clinica delle Malattie infettive dell'Università Cattolica, lo Stafilococco aureus resistente alla meticillina è responsabile, in Europa, di circa 3 milioni di infezioni che possono essere acquisite durante il ricovero ospedaliero correlate a una elevata mortalità (nel 15-30% dei casi di infezioni sistemiche) e a un significativo incremento dei costi di sanità pubblica (stimati in circa 20.

Nel rapporto sui contagi tra settembre 2025 e agosto 2026, il nostro Paese registra il 28% dei casi UE/SEE. Solo l'84% ha ricevuto la seconda dose di vaccino.

In Italia restano elevate le resistenze di alcuni batteri agli antibiotici, con rischi rilevanti per pazienti fragili, anziani e ospiti delle RSA. La HTIDE Conference di Genova punta su diagnosi tempestive, prescrizioni appropriate e collaborazione t

La campionessa azzurra ha dovuto interrompere il ritiro in Argentina dopo l'infezione. Gli specialisti della SIMVIM: «disponibile la vaccinazione per chi viaggia nelle aree a rischio e nessuna protezione garantita dall'età o dalla forma fisica»

Dalla prima infanzia all’adolescenza restano ampie aree di scopertura vaccinale. I pediatri invitano le famiglie a verificare il calendario delle vaccinazioni e recuperare le dosi mancanti
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