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I NEUROREGOLATORI NELL'ORGANIZZAZIONE BIOLOGICA STRUTTURALE

Psichiatria

I neuroregolatori sono sostanze endogene che hanno la capacità di regolare la comunicazione tra le stesse cellule nervose, tra cellule nervose e cellule endocrine, tra neuroni e cellule gliali, e sono onnipresenti in ogni meccanismo fisiologico e fisiopatologico. Non soltanto, ma sappiamo che possono trasformarsi a seconda l’esigenza biologica e modulare anche la stessa attività enzimatica. Essi hanno un ruolo organizzativo e di risposta dell’organismo a qualsiasi evento sia endogeno sia esogeno.
Sotto questo aspetto hanno attirato non poco l’attenzione di numerosi ricercatori che hanno creduto e credono che attraverso la loro funzione possono interferire per correggere, modificare, trasformare ed equilibrare eventi fisio-patologici anche in considerazione della conoscenza dei meccanismi di trasporto dei peptidi attraverso la cosiddetta barriera ematoencefalica(BEE).
Tutto ciò è stato anche confortato dalla conoscenza dei meccanismi della regolazione degli assi ipotalamo-ipofisi-tiroide,ipotalamo-ipofisi-prolattina,ipotalamo-ipofisi-surrene, ipotalamo-ipofisi-gonadi, ipotalamo-ipofisi-GH.
Ciò ha generato degli studi che hanno indirizzato la ricerca sulle alterazioni neuroendocrine di diverse patologie, come l’alterazione neuroendocrina della corea, del morbo di Parkinson, della cefalea primaria, della depressione, della schizofrenia, della paranoia, degli status deliranti ed, a nostro avviso, di qualsivoglia evento fisiopatologico. Tanto è che numerose ricerche farmacologiche sono rivolte allo studio degli effetti neuro-endocrini, ed anche quando queste ricerche, in determinati settori fisiopatologici non sono elettive, esse, comunque, direttamente od indirettamente incidono, senza tema di dubbio, sulla organizzazione della neuro-regolazione e, quindi, della neurofisiologia in toto.
Le nostre ricerche ci hanno consentito di stabilire che:
1) se una terapia ha la presunzione di ripristinare l’ “equilibrio” neuro-endocrino per conseguire la “guarigione”, la stessa terapia non dovrebbe tener presente soltanto l’eventuale alterazione neuro-regolatoria, ma tutta la gamma dei neuro-regolatori che si andrebbero a implicare per la loro stessa intrinseca organizzazione;
2) sottesa alla organizzazione neuroendocrina vi è una organizzazione biologica strutturale che mediante l’attività dei neuroregolatori organizza e consolida qualsiasi status fisiopatologico. In tal modo questo status non potrà certamente e definitivamente modificarsi o trasformarsi con un semplice ausilio induttivo farmacologico. L’aspetto sintomatico-asintomatico non rappresenta la via elettiva della risoluzione fisiopatologica, ma soltanto un evento nella struttura biologica del soggetto, che sopravvive con la propria organizzazione fisiopatologica.
Ecco perchè lo studio della matrice dell’organizzazione biologica strutturale – individuale – resta l’unica strada, a nostro avviso, che ci può condurre non all’accorgimento sintomatico-fenomenologico, ma alla genesi strutturale della fenomenologia sintomatica.
                                                                                            Enrico Venga

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