Dopo 12 anni dall’inizio della sua commercializzazione, avvenuta nel 1998, il conosciutissimo e, da parecchi, tanto discusso Viagra, sta per veder scadere il suo brevetto anche in Brasile. L'Istituto Nazionale di Proprietà Industriale (Inpi) brasiliano ha stabilito infatti per il 20 giugno la fine dei 20 anni di patente del Viagra, depositata dalla Pfizer nel giugno del 1990 in Inghilterra. Il brevetto già scaduto in Spagna, Finlandia e Repubblica Ceca nel 2008, perderà la sua validità solo nel 2013 nella maggior parte dei paesi Ue come Italia, Regno Unito, Austria, Germania, Francia, Svezia.
L’agenzia brasiliana della salute (Ans) ha stabilito che i generici dovranno costare almeno il 35% in meno della ex specialità medicinale. La notizia ha ovviamente reso felici i circa 25 milioni di brasiliani che soffrono di disfunzione erettile, i quali compreranno la pillola a meno di 9 rais, corrispondenti a circa 4 euro. Nell’ultimo anno sono stati venduti 172 milioni di pillole azzurre: 6,6 milioni solo in Italia. Se a questo dato si sommano le cifre degli altri due farmaci di settore – tadalafil (Cialis prodotto da Lilly, circa 5,5 milioni di dosi all’anno in Italia) e vardenafil (Levitra prodotto da Bayer, 2,5 all’anno) – si calcola che nel nostro Paese più di 14 milioni di amplessi ogni 12 mesi si consumano su base farmacologica, al prezzo di 150 milioni di euro.
Presentati da Johnson & Johnson in occasione della Digestive Disease Week di Washington i risultati dei tre studi registrativi sul trattamento di colite ulcerosa e malattia di Crohn
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