Il 30 per cento dei medicinali finisce nel cestino perché scaduto o inutilizzato. Questo è dovuto spesso alla mancata adesione alla terapia da parte del paziente o alle prescrizioni in eccesso (la tendenza degli ammalati a fare scorte di farmaci), abitudini che comportano anche un danno ambientale, perché i medicinali sono rifiuti speciali e spesso non vengono smaltiti nella maniera adeguata". Lo ha spiegato Rossella Miracapillo, responsabile dell'Osservatorio Farmaci & Salute del Movimento consumatori, commentando i dati che emergono dal rapporto annuale di Farmindustria, secondo cui 11,7 miliardi di euro potrebbero essere risparmiati grazie all'uso corretto dei farmaci e dei vaccini.
" "Poniamo l'accento anche sul fatto che per agevolare l'accesso ai farmaci nella distribuzione diretta vengono 'elargiti' i medicinali anche - ha continuato - per cicli di terapia di sei mesi o un anno. A questi si aggiungono anche presidi medici chirurgici, prodotti che in caso di morte del paziente o di interruzione della terapia finiscono inevitabilmente per essere gettati via. Si deve fare attenzione anche all'uso improprio dei farmaci, l'abuso o un uso non corretto determinano nella maggior parte dei casi una conseguente ospedalizzazione, con una spesa a carico del Servizio sanitario nazionale.
Presentati da Johnson & Johnson in occasione della Digestive Disease Week di Washington i risultati dei tre studi registrativi sul trattamento di colite ulcerosa e malattia di Crohn
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Lo studio sperimentale di fase III è stata la più ampia sperimentazione sulla fibrosi polmonare idiopatica (IPF) ad oggi mai condotta, in corso presso circa 400 centri e in oltre 30 Paesi
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