
E' un intervento che migliora molto, dunque, la qualità della vita e anche il suo costo sociale. Sono stati condotti, inoltre, studi di costo/beneficio: si risparmia non solo sui farmaci, ma anche sui caregiver", cioè le persone che prestano assistenza ai parkinsoniani, molto spesso i familiari. "C'è poi - aggiunge Franzini - un 10% di pazienti su cui l'intervento non ha fatto registrare miglioramenti, ma questa cifra è molto bassa se si considera l'età dei soggetti e la durata della malattia; l'altra faccia della medaglia sono, invece, le complicanze: si va dalle emorragie intraoperatorie (nell'1% dei casi) alle infezioni (nel 3-4% dei casi). Ci sono dei rischi chirurgici, ma come per tutti gli altri interventi. Lo possiamo considerare, dunque -assicura l'esperto - un intervento molto efficace".
Fonte: Adnkronos
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Le ricerche pubblicate su Brain Sciences e Cortex utilizzano dati chirurgici e risonanza magnetica per approfondire la localizzazione delle funzioni cerebrali e l’organizzazione delle reti coinvolte nell’attenzione.



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