Troppi antibiotici consumati in Italia, e molte disparità tra regioni. E' emerso dalla ricerca coordinata da Massimo Filippini, dell'università di Lugano, e da Giuliano Masiero, dell'università di Bergamo, che sarà presentata al 2/o Health Econometrics Workshop aperto all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Gli esperti hanno studiato il consumo di antibiotici in 20 Regioni italiane per il periodo che va dal 2000 al 2007. Campania, Sicilia e Calabria sono le Regioni a più alto consumo, mentre Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige ne consumano meno. Le differenze, secondo gli esperti, sono solo in parte motivate dalla diversa struttura demografica e socioeconomica delle regioni e in molti casi sembrano riconducibili a differenze sui ticket applicati a questi farmaci.
Ogni italiano ha speso nel 2009 circa 420 euro per comprare farmaci, con un aumento rispetto al 2008 di circa 10 euro, (+2,5%). Il mercato farmaceutico totale, comprensivo sia della prescrizione territoriale sia di quella erogata attraverso le strutture pubbliche è stato di oltre 25 miliardi di euro, di cui il 75% a carica del Servizio Sanitario Nazionale. La spesa farmaceutica territoriale complessiva, pubblica e privata, è in leggera crescita rispetto all'anno scorso (+1,4%) mentre quella a carico del SSN è calata dell'1,7%. Tale andamento è spiegabile in larga misura da un aumento delle compartecipazione da parte dei cittadini (ticket +33,3%), dello sconto (+25,6%) e da una diminuzione dei prezzi (-3,2%).
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