''Una sentenza che fa rabbrividire'': non usa mezzi termini Alfredo Fonzone, chirurgo plastico della Clinica Città di Milano e della Clinica Villa del Sole di Napoli, nel commentare la sentenza con la quale il Tribunale civile di Milano ha condannato un medico a risarcire una donna perché la sua plastica al seno non le ha reso il decolleté come quello di una 25enne, come il medico aveva promesso. La donna, di 38 anni, si era sottoposta alla plastica nel 2003 ma a distanza di tre mesi dall'operazione, scrive il giudice, ha ''constatato un abbassamento del seno'', che l'ha portata alla sostituzione delle protesi con un altro medico e a far causa al primo. Ma la signora ''non ha nemmeno aspettato il tempo di guarigione biologica, che è di 6 mesi-1 anno'' spiega Fonzone.
''E poi - aggiunge - a meno che il primo chirurgo non le abbia fatto un seno bruttissimo, non vedo il perché della causa. Forse invece di 25 anni ne dimostrava 30?''. In ogni caso, per l'esperto questa ''è una sentenza da rivedere'', perché nessun chirurgo sensato può promettere un risultato del genere, visto che bisogna considerare la risposta biologica all'intervento, che è molto variabile per ogni singolo individuo. ''Se non c'è nulla di scritto da parte del primo chirurgo che l'ha operata - conclude Fonzone - la sentenza andrebbe rivisitata, perché altrimenti nel settore si aprirebbe il Far West''.Sono circa 80.000-85.000 gli interventi chirurgici per l'impianto di protesi al seno che vengono effettuati ogni anno in Italia: di questi, il 30% e' effettuato per motivi ricostruttivi, come ad esempio dopo un tumore al seno, mentre il 70% è per ragioni estetiche.
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