"La visita domiciliare fa parte dei compiti del medico di famiglia e deve essere fatta, se il paziente ha una malattia, un disturbo e quindi in quel momento non è in grado di raggiungere lo studio. Un medico di famiglia, a priori, non può rifiutarsi di visitare a domicilio, non può mettere in studio un cartello su cui scrive 'Non si fanno visite domiciliari': La visita domiciliare del medico di famiglia è un diritto-dovere del medico di base".
Con queste parole Fiorenzo Corti, portavoce nazionale e responsabile della comunicazione della Federazione Italiana dei Medici di Famiglia (Fimmg), risponde agli interrogativi avanzati da alcuni cittadini in merito al diritto di visita domiciliare da parte del medico di famiglia. "Soprattutto per i pazienti anziani che non deambulano- continua il portavoce- esistono i programmi di 'Assistenza domiciliare programmata' (Adp) o di Assistenza domiciliare integrata (Adi), che prevedono addirittura accessi domiciliari in casa del paziente con determinate cadenze. Occorre che il medico di famiglia recepisca- spiega il portavoce della Fimmg- la richiesta di un assistito, da controbilanciare con la valutazione professionale del medico stesso: cioè se il paziente necessiti veramente di una visita domiciliare subito, entro qualche ora, per il giorno successivo, della urgenza di chiamare subito un'ambulanza o di un immediato ricovero".
La finalità del divieto è di garantire la massima efficienza e funzionalità operativa all'Ssn, evitando gli effetti negativi di un contemporaneo esercizio, da parte del medico dipendente, di attività professionale presso strutture accreditate
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