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Fimmg: la visita domiciliare è un dovere del medico di famiglia

Professione

Con queste parole Fiorenzo Corti, portavoce nazionale e responsabile della comunicazione della Federazione Italiana dei Medici di Famiglia (Fimmg), risponde agli interrogativi avanzati da alcuni cittadini in merito al diritto di visita domiciliare da parte del medico di famiglia. "Soprattutto per i pazienti anziani che non deambulano- continua il portavoce- esistono i programmi di 'Assistenza domiciliare programmata' (Adp) o di Assistenza domiciliare integrata (Adi), che prevedono addirittura accessi domiciliari in casa del paziente con determinate cadenze. Occorre che il medico di famiglia recepisca- spiega il portavoce della Fimmg- la richiesta di un assistito, da controbilanciare con la valutazione professionale del medico stesso: cioè se il paziente necessiti veramente di una visita domiciliare subito, entro qualche ora, per il giorno successivo, della urgenza di chiamare subito un'ambulanza o di un immediato ricovero".

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Il medico di famiglia - spiega il responsabile della federazione dei medici di medicina generale- deve recepire in giornata le chiamate telefoniche da parte dei suoi assistiti che arrivino entro le dieci del mattino e, qualora ritenesse opportuno fare una visita domiciliare, questa visita va fatta entro la giornata. Le richieste di visita domiciliare che arrivino dopo le dieci del mattino devono essere evase entro le ore 12 del giorno successivo, fatti salvo casi di urgenze. La guardia medica - conclude Corti - subentra dalle 8 della sera alle 8 della mattina, e poi nei giorni prefestivi dalle ore 14.00, salvo alcune sezioni regionali dove la guardia medica entra in servizio già dalle 8.00 del mattino dei sabati e dei prefestivi". Per il gruppo Libertà professionale, clicchi qui.

Professione
Commenti
GS
Guglielmo Savarese
ma che dire ......10 e lode a tutti i commenti...c'è poco ancora da aggiungere se non una battuta...i tempi del dottor TERZILLI sono passati da un pezzo, compresi gli emolumenti e le magagne dell'epoca..per ciò che concerne Corti ..da anni i sindacalisti fanno interessi personali piuttosto che della categoria.....se avessero mai svolto un compito così gravoso come quello del MMg, soprattutto in certe zone del Sud, avrebbero scrupolo ad affermare certe cose.....certe amenità dovrebbero venircele a dire in faccia..ma per fare questo ci vuole una buona dose di improntitudine e coraggio!!
Rispondi
15/11/2013 19:08
RF
Rolando Fiori
Concordo con il collega Micali. Una sentenza della corte di cassazione nel 2001, facendo appunto riferimento all'articolo che relega la visita domiciliare alla "non trasferibilità" dell'assistito, assolveva un MMG che aveva (giustamente) chiesto il pagamento per una visita domiciliare valutata come inutile. La corte di cassazione scriveva nella sentenza che in tali casi il MMG è equiparabile ad un libero professionista "puro" in quanto tale richiesta andava al di là degli obblighi convenzionali. Stabiliva inoltre che in caso di situazioni di difficoltà a raggiungere lo studio del medico per motivi non clinici, tale problematica (e costi relativi) non deve essere risolta gravando esclusivamente sulle spalle del singolo professionista (ovvero il medico) ma sull'intera comunità (silenzio assoluto da parte delle istituzioni su questo punto!). In altre parole, se si riceve una richiesta per visita domiciliare la si effettua ma se giudicata incongrua perchè verificata la trasferibilità del pz., è lecito farsela retribuire. Temo che il pagamento di una parcella sia l'unico sistema educativo per i pazienti un pò "pigri". Con buona pace di chi evidentemente diffonde messaggi quantomeno incompleti.
Rispondi
29/01/2013 08:36
GM
Giuseppe Micali
Il collega della FIMMG evidentemente sconosce il contratto. Le visite sono limitate alla non "trasferibilità" del malato, come si evidenzia nell'art. 33 di seguito: Art. 33 - Visite ambulatoriali e domiciliari 1. L'attività medica viene prestata nello studio del medico o a domicilio, avuto riguardo alla non trasferibilità dell'ammalato. Bisogna lavorare con serietà invece di pensare a tenersi i pazienti accondiscendendo a qualunque richiesta, visite domiciliari di comodo incluse. I pediatri con l'applicazione dell'analogo articolo fanno visite domiciliari solo in rari e necessari casi, noi invece...
Rispondi
24/10/2012 14:38
LC
Laura De Costanzo
cara FIMMG, ma che sincadato sei? dei burocrati? di quelli che facendo solo vascate percepiscono lauti stipendi? scendi negli ambulatori, osserva e ascolta chi lavora veramente! tra poco ci sarà richiesta la consegna domiciliae dei farmaci,ci scuseremo se non siamo corsi a fare qualche visita richiesta con URGENZA...perchè eravamo incollati a fare il nostro lavoro in ambulatorio! ma all'estero esiste un servaggio così marcato del medico di famiglia? qui,sindacati permettendo,siamo trattati peggio dei servi della gleba. buon senso ci vuole,non demagogia! questi sindacati sono da rottamare! colleghi ancora iscritti,meditate e agite!
Rispondi
23/10/2012 11:52
FS
Franco Scigliano
sono d'accordo che il medico di famiglia deve effettuare le visite domiciliari richieste dai propri assistiti, ma l'assistito dovrebbe essere così corretto da richiedere quest'ultime solo quando siano effettivamente necessarie. Purtroppo la mia esperienza trentennale mi porta a poter affermare che l'80 - 90 % delle richieste domiciliari sono inopportune. Mi pare di aver letto qualche tempo fa che un medico di medicina generale è stato assolto dal giudice dopo aver ricevuto una denuncia da parte di un suo paziente. il paziente contestava al suo medico di aver preteso una retribuzione perchè non riteneva esistessero i presupposti per una prestazione domiciliare. Mi pare il caso si sia verificaro in Veneto o in Friuli.
14/09/2010 22:22

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