
Almeno secondo quanto prevede la proposta delle società scientifiche della ginecologia italiana, Sigo (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), Aogoi (Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani) e Fesmed (Federazione sindacala medici dirigenti) che sarà sottoposta al vaglio della Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati e al ministro della Salute, Ferruccio Fazio, per la riorganizzazione di un comparto che 'è già tra i migliori al mondo'. La mortalità infantile è del 3,3 per mille e quella neonatale del 2,35 per mille. Le criticità, però, esistono e la prima tra tutte è l'alta percentuale di tagli cesarei: il 38% in media, vale a dire il tasso più alto d'Europa. La rete dei punti nascita, secondo Giorgio Vittori, presidente della Sigo, si regge su un sistema varato negli anni '60, quando nascevano 1,2 milioni di bambini all'anno. 'Oggi sono meno della metà - afferma Vittori - ma la situazione è più complessa per l'età delle madri che partoriscono il primo figlio, in media, a 35 anni'. Una rivoluzione che non può attendere, secondo gli esperti, i tempi del varo di una legge e allora sarebbe auspicabile l'istituzione di un'Authority.




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