La terapia intensiva e' il reparto ospedaliero dove vengono praticate cure speciali rese necessarie dal particolare stato di salute del paziente, quali ad esempio il supporto delle funzioni vitali, il monitoraggio continuo e l'intervento immediato. La valutazione e il trattamento del paziente ricoverato in terapia intensiva rappresentano per il medico una situazione complessa e spesso difficile da gestire. All'approfondimento delle principali problematiche che lo specialista puo' trovarsi ad affrontare trattando un paziente critico e' dedicato il XXIII Congresso nazionale della Siti (Societa' italiana di terapia intensiva) promosso dagli Istituti di Clinica chirurgica e di anestesia e rianimazione dell'Universita' Cattolica di Roma che si svolgera' venerdì 17 e sabato presso l'Aula Brasca del Policlinico Agostino Gemelli (Largo Francesco Vito 1, inizio lavori alle 9).
"Il fitto programma delle due giornate di congresso - spiega Gabriele Sganga, presidente Siti e docente dell'Istituto di Clinica chirurgica generale dell'Universita' Cattolica di Roma - rappresenta un appuntamento con i massimi esperti di tutte quelle discipline che ruotano attorno al malato critico con lo scopo di creare un focus di discussione in cui anestesisti-rianimatori, chirurghi, infettivologi, microbiologi, nutrizionisti, internisti e medici d'urgenza, ortopedici, cardiochirurghi, neurochirurghi, cardiologi, pediatri e neonatologi, radiologi, si trovano riuniti per discutere e condividere le conoscenze e le piu' importanti e recenti acquisizioni in materia di terapia intensiva. In particolare tra i nuovi topics affrontati quest'anno, ampia discussione sara' dedicata al problema dell'etica in medicina anche alla luce delle piu' recenti notizie di cronaca"."Infatti - sottolinea Sganga -, proprio nell'ambito della terapia intensiva, e' oggi piu' che mai argomento di accese discussioni la necessita' per il medico di affrontare (o riaffrontare) quelli che sono veri e propri problemi irrisolti: il confronto con malati e malattie 'invincibili', per cui le terapie e le tecnologie sembrano essere solo un mezzo per 'ritardare la sconfitta'; la necessita' nel saper gestire situazioni di urgenza e emergenza in cui spesso il rapporto con il paziente, la sua volonta' e i suoi familiari viene meno". Per affrontare in modo costruttivo le problematiche correlate ai "conflitti medico-paziente" spesso rilanciati dai media, la lettura inaugurale tenuta da Rodolfo Proietti, ordinario di Anestesiologia e Rianimazione presso l'Universita' Cattolica di Roma, dal titolo "Come evitare una denuncia, come evitare un processo, come evitare una condanna", sara' incentrata sul favorire il rapporto di fiducia medico-paziente-famiglia tramite il raggiungimento di due obiettivi: promuovere l'autonomia del malato e raggiungere una vera alleanza terapeutica, che non e' solo condivisione del percorso assistenziale, ma partecipazione attiva alla sua realizzazione.
La finalità del divieto è di garantire la massima efficienza e funzionalità operativa all'Ssn, evitando gli effetti negativi di un contemporaneo esercizio, da parte del medico dipendente, di attività professionale presso strutture accreditate
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