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Meno sale e più vita, -3 grammi al dì taglia rischio ictus e infarto

Nutrizione

Non è dunque mai troppo tardi per cominciare a mangiare meno salato. L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) raccomanda di non superare i 5 grammi di sale al giorno, che equivale a un cucchiaino da thè, tutto incluso: acqua della pasta, insalata, salse, sale nei cibi conservati o in scatola". "In realtà, per il sale contenuto nei cibi conservati - fa notare Ehn - possiamo fare ben poco, salvo consumare in generale meno cibi in scatola, patatine, snack, salse, salumi, ecc.. Una ricerca recente ha evidenziato che l'obesità dei bambini dipende anche dal sale, perché i cibi molto sapidi aumentano la sete e i piccoli non bevono acqua ma bibite zuccherine, incrementando così l'introduzione di calorie e aumentando di conseguenza il peso"."Possiamo invece fare molto - sottolinea l'Ehn - sul contenuto di sale dei cibi che prepariamo in casa ogni giorno: un po' meno sale nell'insalata, nell'acqua della pasta, nelle salse e nei sughi, e un po' meno salumi e cibi conservati e in scatola". L'European Heart Network sta combattendo da tempo per attirare l'attenzione su questo tema a livello europeo. Il consumatore, ricorda infatti, ha il diritto di essere informato sul contenuto in sale dei cibi che acquista e di poter scegliere. Per questo, l'Ehn, rifacendosi alla segnaletica stradale dei semafori, propone di segnalare con rosso, giallo e verde il contenuto in sale sulle etichette dei cibi preparati. "Potrebbe essere un grande aiuto - spiega - per il consumatore consapevole e informato. Si spera che l'Unione Europea accolga questo suggerimento e lo adotti su larga scala: in effetti Bruxelles sta lavorando da tempo a un 'Libro Bianco', documento strategico sulla nutrizione, il sovrappeso e l'obesità nel Vecchio continente. Questa iniziativa - conclude l'Ehn - vuole combattere l'emergenza delle malattie cardiovascolari, patologie provocate non da un killer, ma da una squadra di complici, che vanno identificati e contrastati uno per uno. Sotto accusa diabete, alti livelli di colesterolo, fumo, alimentazione povera di frutta e verdura, sovrappeso e obesità, inattività fisica. Nel loro insieme, questi fattori di rischio hanno la responsabilità della morte di 80 persone su 100 colpite da infarto o da ictus".
 

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