
Il provvedimento, depositato ieri, ha sospeso la causa avviata dai coniugi che si erano gia' visti respingere dai magistrati la richiesta di ordinare, in via d'urgenza, al ginecologo a cui si erano rivolti di effettuare la fecondazione eterologa per via della 'completa e irreversibile infertilita'' del marito affetto da azoospermia. Il medico, infatti, non aveva potuto procedere in quanto, come lui stesso aveva dichiarato, in Italia la pratica che, in questo caso, riguardava la donazione di gamete maschile, e' vietata.
La coppia, prima dell'estate, ha allora riproposto l'istanza in base a una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo in una controversia contro la legislazione austriaca in materia e ha chiesto, in alternativa, di sollevare la questione di legittimita' costituzionale davanti alla Consulta. Strada, quest'ultima, scelta dai giudici milanesi, cosi' come avevano fatto nei mesi scorsi i loro colleghi di Firenze e Catania.
Il Tribunale, nella sua complessa ordinanza, ha sostenuto innanzitutto che la normativa sulla fecondazione assistita in alcune sue parti, viola gli articoli della nostra Carta che tutelano i diritti 'inviolabili della persona' e in particolare quello 'di formare una famiglia' la cui creazione 'inclusa la scelta di avere figli' risponde anche 'a un interesse pubblico'. I giudici, tra l'altro, hanno anche rilevato che con il divieto di fecondazione eterologa, che e' consentita in molti paesi europei, ' si rischia di non tutelare l'integrita' fisica e psichica delle coppie in cui uno dei due componenti non presenta gameti idonei a concepire un embrione'.
Inoltre la normativa, ad avviso dei magistrati, violando il principio dell'eguaglianza giuridica, cela un profilo di 'natura discriminatoria' in quanto sarebbe trattate in modo opposto coppie con limiti di procreazione , risultando differenziate - si legge - solo in virtu' del tipo di patologia che affligge l'uno e l'altro' dei coniugi.
'La discriminazione - ha spiegato l'avv. Ileana Alesso, uno dei cinque legali che assiste i coniugi - sta nel fatto che per la legge 40 chi e' affetto da patologie di minore gravita' puo' avere il conforto della scienza medica e godere di un trattamento idoneo a risolvere il problema. Cosa che invece non e' previsto per chi e' affetto da sterilita'irreversibile.
Questo per noi e' inconcepibile - ha proseguito il legale - perche' il trattamento sanitario adeguato, che e' la donazione di gameti, esiste ma nel nostro Paese si e' costretti a rivolgersi in strutture all'estero'. L'Italia, ''che si distingue per avere la legge in materia piu' antiscientifica e lesiva dei diritti delle persone, oggi dovrebbe finalmente porre in agenda politica il rispetto del diritto alla salute, del principio di uguaglianza, della rispetto della liberta' di ricerca scientifica e intervenire sulla Legge 40 come vorrebbe la maggioranza dei cittadini italiani''.




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