
Lo sottolinea in una nota il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella. "Per quanto riguarda l'avvocato Filomena Gallo, che forse non ha letto ne' le tre direttive europee sulla materia ne' i decreti di recepimento - prosegue Roccella, riferendosi alle critiche della presidente dell'associazione Amica Cicogna sull'emendamento, approvato in Senato, al decreto Milleproroghe sui dati delle coppie che si sottopongono alla fecondazione assistita - la invitiamo a documentarsi in maniera dettagliata prima di parlare. Il decreto 191 e il successivo collegato recepiscono direttive europee che stabiliscono criteri di qualità, trasparenza e sicurezza per cellule e tessuti, e che si applicano ovviamente anche ai centri di Pma". "Sono norme stabilite a livello europeo - prosegue - a garanzia dei pazienti, che prevedono la tracciabilità del materiale biologico conservato in tutte le biobanche europee a uso clinico, compresi i centri Pma, e che quindi non riguardano ne' i trattamenti iniziali a cui sono sottoposte le coppie infertili, ne' le eventuali gravidanze e tanto meno i bambini nati, ma è limitata alle cellule riproduttive"."Le modalità con cui questi dati saranno raccolti e gestiti, in forma disaggregata - aggiunge il sottosegretario - sono le stesse già attualmente seguite dalle biobanche che conservano le cornee o dalle banche dell'osso, tanto per fare qualche esempio, e quindi nel pieno rispetto di tutte le disposizioni del Garante della Privacy. Il Registro della Pma continuerà a mantenere inalterate tutte le sue competenze, come previsto dalla legge 40, e a raccogliere e gestire i dati in forma aggregata". "L'emendamento al decreto Milleproroghe - dice ancora Roccella - risponde alle esigenze manifestate dagli stessi Centri Pma, e cioè di evitare di trasmettere due volte gli stessi dati, in modalità diverse, a istituzioni differenti. Si tratta cioè di una semplificazione burocratica del flusso dati dai centri Pma alle diverse autorità competenti: Istituto superiore di sanità e Centro nazionale trapianti". Marino parlava di possibili ''schedature'' perché quanto spiegato sulla necessità di rispondere ad una direttiva Ue ''è un abuso del Governo e un fatto grave che mette in luce una duplice irregolarità''. ''Da un lato c'è lo strumento giuridico usato per inserire nuove norme: con una legge il cui unico scopo è prorogare il termine della relazione al Parlamento, in realtà vengono inseriti contenuti di sostanza su una tematica molto sensibile come quella della fecondazione assistita''.




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