
Per le donne l'aumento del rischio e' stimabile tra 1,2 e 3,9 volte in più se i trigliceridi superano rispettivamente gli 89 mg/dl e i 443 mg/, mentre negli uomini, con gli stessi valori, il rischio cresce dall'1,2 al 2,3 mg/dl.
I ricercatori hanno voluto indagare un'area che solitamente sfugge all'identikit per il rischio cardiovascolare.
Attualmente, infatti, le raccomandazioni sanitarie puntano il dito sul colesterolo come fattore chiave per prevenire l'ictus, evitando di prendere in considerazione il valore dei trigliceridi misurati dopo i pasti.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte a livello globale, responsabili di oltre 17 milioni di morti in tutto il mondo (2004), di cui 5,7 milioni dovuti a ictus.




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