
Lo studio italiano rappresenta un ulteriore passo avanti per la cura dei tumori pediatrici ed in particolare dei rabdomiosarcomi, tumori del tessuto muscolare nell'età pediatrica con circa 11 casi l'anno in Italia su un milione di bambini sotto i 15 anni ed una prognosi che varia notevolmente a seconda della gravità della neoplasia. Nello studio, i ricercatori partono dal dato in base al quale la presenza accentuata di una particolare proteina (Hes1) nei piccoli pazienti colpiti da questo tumore porta ad una minore sopravvivenza. In laboratorio, spiega Castellano, 'siamo riusciti ad identificare il recettore che produce questa proteina. Il passo successivo e' ora arrivare a 'spegnere' il recettore e la sua proteina al fine di bloccare la crescita del tumore nei pazienti'. Passi avanti importanti, con un obiettivo: 'Il fine e' arrivare a delle 'target therapy', ovvero delle terapie farmacologiche mirate che agiscano per ogni singolo tipo di tumore, ma nel settore dell'oncologia pediatrica - afferma Castellano - tali terapie mirate sono ancora poco sviluppate'.




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