|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Vince la prevenzione, diminuiscono del 60% i morti nelle culle

Pediatria

Vietata la condivisione del letto matrimoniale; - Evitare il fumo in gravidanza e, alla nascita del bimbo, negli ambienti dove vive; - Non coprirlo troppo e tenerlo lontano da fonti di calore. La temperatura ambientale ideale e' 18-20 C; - Si' al ciuccio nel sonno, ma dopo il 1 mese di vita, evitando edulcoranti.
Una comunicazione omogenea su come prevenire la malattia, dunque e' la chiave per ridurre ulteriormente le morti. Di qui il primo corso, nato presso il 'Centro di Riferimento Regionale per la prevenzione e lo studio della Sids e dell'Alte' del Gaslini diretto da Antonella Palmieri e rivolto a pediatri, medici di pronto soccorso e 118 ed infermieri. In uscita, in Toscana e Liguria, anche opuscoli, da distribuire presso i centri di nascita e i pediatri, che illustrano le 4 regole. 'Il mio sogno - afferma Palmieri - e' di spiegare la morte in culla gia' nei corsi preparto'.
La Sids, ricordano gli esperti, e' stata classificata come malattia nel 1969.

pubblicità

Si verifica in lattanti sani durante il sonno e rimane inspiegata anche dopo indagini comprendenti autopsia, esame delle circostanze del decesso e la revisione della storia clinica del caso. 'Nonostante la sua relativa rarita' - sottolinea l'esperta - solo negli ultimi 5-6 anni, grazie alla prevenzione, non e' piu' la prima causa di morte tra il primo mese ed il primo anno di vita'. In ogni caso il 60% dei bambini morti sono di sesso maschile e l'incidenza, nei paesi industrializzati, e' inferiore ad un caso ogni 1000 nati vivi.
Tra gli obiettivi del futuro la messa a punto di strumenti per valutare la reale incidenza della sindrome in Italia.
'L'autopsia - conclude Palmieri - non viene sempre eseguita ed inoltre le diagnosi sono spesso di comodo. Non esistono, inoltre, studi epidemiologici per la mancanza di centri regionali'.

Pediatria
Commenti

I Correlati

Sonno sicuro nei neonati: le raccomandazioni dei neonatologi per ridurre il rischio di morte in culla
Pediatria
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Tumore cerebrale pediatrico tra i più letali: al via in Europa una nuova sperimentazione di immunoterapia per il DIPG
Oncologia
Tumore cerebrale pediatrico tra i più letali: al via in Europa una nuova sperimentazione di immunoterapia per il DIPG
Un consorzio internazionale, con la partecipazione dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, punta a testare una strategia terapeutica innovativa contro il glioma pontino intrinseco diffuso, una neoplasia rara che oggi offre pochissime possibilità di cu
FASD, quando l’alcol in gravidanza lascia un segno sul neurosviluppo: prevenzione e diagnosi precoce decisive
Pediatria
FASD, quando l’alcol in gravidanza lascia un segno sul neurosviluppo: prevenzione e diagnosi precoce decisive
I Disturbi dello Spettro Feto-Alcolico rappresentano una causa prevenibile di alterazioni del neurosviluppo. La Società Italiana di Neonatologia richiama l’attenzione su astensione dall’alcol, identificazione dei neonati a rischio e follow-up multidi
Rientro a scuola, non solo libri e quaderni: il check-up delle buone abitudini prepara i bambini al nuovo anno
Pediatria
Rientro a scuola, non solo libri e quaderni: il check-up delle buone abitudini prepara i bambini al nuovo anno
Sonno, alimentazione, movimento e vaccinazioni: pediatri e specialisti invitano le famiglie a sfruttare le settimane prima dell’inizio delle lezioni per ristabilire la routine e cogliere eventuali segnali di disagio o problemi di salute
Cateteri rettali nei neonati, l’allerta MHRA: stop all’uso domestico
Pediatria
Cateteri rettali nei neonati, l’allerta MHRA: stop all’uso domestico
L’autorità regolatoria britannica sconsiglia l’impiego nei neonati dei cateteri rettali acquistabili per uso personale contro coliche, gas e stitichezza. Alla base della raccomandazione, l’assenza di sufficienti evidenze cliniche e l’incertezza sui p

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.