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Aifa, entro ottobre le modalità per la pillola dei cinque giorni dopo. Pecorelli, il nostro sistema regolatorio è riferimento nel mondo

Farmaci Redazione DottNet | 22/09/2011 21:08

''Entro ottobre saranno stabilite le modalita' d'impiego della cosiddetta 'pillola dei cinque giorni dopo'''. Lo ha detto Sergio Pecorelli, presidente dell'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) a margine di un incontro alla Normale di Pisa, nell'ambito degli appuntamenti per il bicentenario della Scuola. ''Nella prossima riunione del Consiglio tecnico scientifco - ha spiegato Pecorelli - saranno stabilite le regole per il suo impiego''. Il presidente dell'Aifa ha poi sottolineato che, rispetto al dibattito che si e' sviluppato intorno a questa decisione, ''il Consiglio tecnico scientifico, per sua stessa natura, terra' conto solo degli elementi scientifici legati al farmaco e le regole seguiranno, come sempre, le indicazioni dell'Istituto superiore di sanita'''.

''Noi abbiamo il compito di stabilire regole che tengano in equilibrio le aspettative dei pazienti, la sostenibilita' del sistema economico e le esigenze delle case farmaceutiche che investono. E il nostro regolatorio e', proprio per questo, un modello di riferimento in tutto il mondo''. Lo ha detto Sergio Pecorelli, presidente dell'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, nel corso della conferenza 'Farmaco: decide il medico o il filosofo?', organizzata dalla Normale di Pisa nell'ambito degli Incontri per il bicentenario della Scuola. ''Del resto il nostro raggio d'azione - ha aggiunto Pecorelli - e' fissato dai punti cardine di una legge, secondo me molto assennata, che stabilisce di investire nell'innovazione tutto cio' che si risparmia con i farmaci generici''.

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''Questo garantisce la sostenibilita' del sistema, perche', soprattutto in campo oncologico, vi sono farmaci che costano anche 100 mila euro a paziente per singoli cicli di terapie ed e' chiaro che se li si dovesse applicare ai 3-4.000 pazienti colpiti da quella patologia non vi sarebbero altre risorse a disposizione''. ''Il nostro regolatorio e' chiamato dunque a fare scelte eque che tengano conto delle esigenze dei malati che guardano all'innovazione per trovare la cura, della sostenibilita' economica del sistema sanitario e anche delle aziende che investono nella ricerca''.

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