La manovra che il Governo sta mettendo a punto lascia pochi dubbi: si preannunciano tempi duri e a pagare, come al solito, saranno soprattutto coloro che hanno un reddito fisso. Tra questi anche il personale della sanità e i medici di base, i cui proventi non possono sfuggire al fisco in alcun modo. Ma l’occhio inflessibile dell’erario dispone anche di altri mezzi, tra cui il redditometro che, come tutti ben sanno, agisce mettendo in relazione al reddito del contribuente almeno 100 voci di spesa in grado di pesare la capacità contributiva del soggetto.
Per determinare questa relazione il Tesoro ha messo a punto una metodologia statistico matematica che si applica in relazione a precisi gruppi di famiglie differenziati per aree geografiche. In pratica, nel valutare le spese sostenute da un contribuente il software del fisco riuscirà a calibrare diversamente il peso di un acquisto fatto a Trapani rispetto a quello fatto a Milano, così le spese sostenute in un anno da un single rispetto a un nucleo di quattro persone. Ma ciò che pochi forse sanno che la piattaforma l’hanno realizzata l’Agenzia delle Entrate e la Sogei, ben nota agli iscritti a Dottnet perché esaminata nel corso di nostre precedenti inchieste e perché ha realizzato le piattaforme su cui opera la spedizione dei certificati online. E grazie appunto alla Sogei, il Fisco è in grado di conoscere praticamente in tempo reale quanti documenti telematici vengono inviati dai medici e – per ora solo in alcune regioni – il numero delle prescrizioni farmaceutiche con i relativi farmaci e costi. Un modo, insomma, per tenere sotto controllo non solo i pazienti e le richieste di malattia, ma anche coloro che spediscono i certificati e tutto ciò che riguarda il mondo della sanità: nel mirino i libero professionisti e in particolare i medici che in qualche caso hanno scarsa dimestichezza con le fatture. Il nuovo redditometro, partito da un mese, viene attivato dagli uffici delle Entrate che si accorgono degli scostamenti tra quanto il contribuente ha indicato in dichiarazione dei redditi e quanto ha speso per il suo tenore di vita nel corso dello stesso anno. Se lo scostamento è lieve il Fisco non interviene, se è invece un errore medio - oltre il 20% - chiede spiegazioni e convoca per un contraddittorio il soggetto sottoposto a controllo. Se lo scostamento è enorme (si possiedono tre case, due macchine, una barca e si sono dichiarati solo 20mila euro di redditi in un anno) il Fisco attiva controlli mirati e fa scattare un accertamento vero e proprio.
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