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Intramoenia, prime indiscrezioni sulle nuove norme: in rete studi privati e Asl. Simeu: aprire gli ambulatori dei medici di base non basta per decongestionare i pronto soccorso. Arriva il vademecum

Sanità pubblica

L'incontro di martedì mattina, breve per gli impegni del ministro, e' servito, viene spiegato, per aprire una ''fase istruttoria''. Anche perche', se da un lato si e' sostanzialmente tutti d'accordo sulla necessita' di intervenire prima della scadenza dell'ultima proroga al regime transitorio (fissata al 30 giugno), le posizioni sono distanti sul 'come' intervenire. E gli ''ostacoli'' sono tanti. L'intenzione del ministro, secondo quanto riferito da fonti parlamentari, sarebbe comunque quella di mettere a punto una modifica alla legge 120 del 2007, che regola la libera professione dei medici dipendenti del servizio sanitario pubblico, ma senza ''stravolgerla''. Per questo una soluzione prospettata sarebbe appunto quella di regolarizzare l'intramoenia allargata (cioe' la possibilita' di esercitarla 'fuori' dalle mura del pubblico), ''collegandola alla rete ospedaliera''. In questo modo si potrebbe ovviare all'impreparazione di molte Regioni, che ancora non hanno adattato le strutture pubbliche per accogliere anche l'attivita' privata. La proposta, al momento, non conterrebbe, cosi' come chiesto dal Pdl anche con una proposta di legge gia' depositata alla Camera, di allargare la possibilita' di effettuare attivita' libero-professionale in intramoenia anche per il personale non medico.

Pronto soccorso, tra urgenza e risparmio

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Circa il 20% degli accessi al Pronto soccorso e' in realta' ''inappropriato'', ovvero evitabile. A sottolinearlo, in occasione della presentazione della Campagna del ministero della Salute per il 'corretto uso dei servizi di emergenza-urgenza', e' il presidente della Societa' italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu), Giorgio Carbone. Ma quali sono i motivi che spingono i cittadini ad 'intasare' i Pronto soccorso, invece di rivolgersi ad esempio al proprio medico? Innanzitutto, afferma il presidente Simeu, ''perche' il Pronto soccorso e' aperto h24, ed il medico di base no; perche' il medico di famiglia non dispone degli strumenti per una diagnosi e una terapia rapida; per effettuare vari esami insieme ad un costo complessivo ridotto''. Ci si rivolge al Pronto soccorso, dunque, secondo Carbone, anche per ''comodita' o convenienza''. Un comportamento sbagliato per modificare il quale, sostiene Carbone, ''e' fondamentale l'educazione del cittadino ad un corretto uso di tali servizi, cominciando dalle scuole e dai ragazzi''. Altro aspetto prioritario e' creare una rete assistenziale sul territorio: ''Tuttavia, anche il rendere disponibili gli studi medici h24 - conclude lo specialista - e' un progetto che da solo non basta. Se non c'e' infatti un'adeguata formazione ed educazione all'utilizzo dei servizi sanitari da parte del cittadino, l'aumentare l'offerta portera' solo ad un parallelo aumento della domanda di servizi''.

118, istruzioni per l’uso

Pronto soccorso e 118: arrivano le 'istruzioni per l'uso'. Dopo i recenti casi di disservizi registrati nelle strutture di emergenza italiane, complice il sovraffollamento e l'accesso spesso inappropriato da parte dei cittadini, uno spot Tv ed una Campagna informativa con varie modalita' spiegheranno quando e come ricorrere a tali servizi: sempre per le emergenze, mai per visite o richiesta di farmaci. La Campagna per il 'corretto uso dei servizi di emergenza-urgenza' e' promossa (nell'ambito di un progetto triennale partito nel 2010) da ministero della Salute e Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). Obiettivo: informare i cittadini sul funzionamento di 118 e Pronto soccorso ed indicare in quali situazioni ricorrervi, perche', come ricorda il ministro della Salute Renato Balduzzi, ''un accesso inappropriato significa indebolire la capacità di risposta del pronto soccorso''. Ecco, allora, le indicazioni del ministero.

 

- 118, QUANDO CHIAMARE E QUANDO NO: il 118 e' il numero telefonico unico su tutto il territorio nazionale per tutti i casi di richiesta di soccorso sanitario in una situazione di urgenza. E' gratuito, attivo h24 e raggiungibile da qualunque telefono (anche se la scheda del cellulare non ha credito). Il 118 va contattato nei casi in cui ci puo' essere rischio per la vita o l'incolumita': difficolta' o assenza di respiro; dolore al petto; perdita di coscienza prolungata; trauma e ferite con emorragie; incidenti; difficolta' di parlare o incapacita' nell'uso di uno o entrambi gli arti dello stesso lato; segni di soffocamento, avvelenamento, annegamento, ustione. Buona norma e' lasciare libero il telefono utilizzato per chiamare i soccorsi: si potrebbe essere contattati dalla Centrale operativa per ulteriori istruzioni. Il 118 non va invece chiamato: per le situazioni considerabili non urgenti; per richiedere consulenze mediche o specialistiche; per avere informazioni o farmaci.

 

- IN ATTESA DEI SOCCORSI: attenersi alle disposizioni telefoniche date dal personale del 118; coprire il paziente e rassicurarlo; in caso di incidente non ostacolare l'arrivo dei soccorsi e segnalare il pericolo ai passanti; slacciare gli indumenti stretti per agevolare la respirazione. Cosa non fare: non lasciarsi prendere dal panico; non spostare la persona traumatizzata se non assolutamente necessario; non somministrare cibi o bevande; non fare assumere farmaci.

 

- PRONTO SOCCORSO, QUANDO ANDARCI: E' bene utilizzare il Pronto soccorso per problemi acuti urgenti e non risolvibili dal medico di famiglia, dal pediatra o dai medici della continuita' assistenziale (ex guardia medica). Non bisogna invece rivolgersi al Pronto soccorso: per evitare liste di attesa nel caso di visite specialistiche non urgenti; per la compilazione di ricette o certificati; per controlli clinici non urgenti; per evitare di interpellare il medico di base; per ottenere prestazioni che potrebbero essere erogate presso i servizi ambulatoriali; per comodita', abitudine, per evitare il pagamento del ticket.

 

- IL MESSAGGIO: ''Ogni visita inutile al Pronto soccorso - avverte il ministero - e' un ostacolo a chi ha urgenza. Il buon funzionamento del Pronto soccorso dipende da tutti''.

Sanità pubblica
Commenti
VF
Vincenzo De Francesco
Ritengo che i propositi e gli obiettivi del ministro siano legittimi. Tuttavia vorrei sottolineare che il problema dell'intasamento dei Pronto Soccorso è dipendente anche da altri due aspetti: medicina defensiva del medico di base ela lunghezza delle liste di attesa. Infatti esiste un accordo tacito tra medico di base e paziente secondo il quale i Pronto Soccorso sono un modo per by-passare tali liste. A questo punto credo che sia lecito chiedersi come tali liste siano gestite. Ufficialmente ed in totale TRASPARENZA devono essere i CUP a gestire le liste di attesa. In realtà e TACITAMENTE ai CUP è riservato un numero minimo di esami mentre ai diriigenti medici dei singoli reparti o servizi è riconosciuta la illecita possibilità di gestire liste parallele di ....."convenienza" e di pazienti che magari il medico ha visitato a pagamemnto (fatturando o non fatturando) due giorni prima allungando a dismisura la lista-CUP ufficiale.. A questo punto il povero cristo che "non può" aggira la lista di attesa attraverso il pronto soccorso per ottenere gratis prestazioni che ritiene indispensabili. Tutto questo avviene alla luce del sole, sotto l'occhio di Procure, Guardia di Finanza, NAS etc etc........
Rispondi
22/03/2012 09:15
AR
Antonio Romeo Riboldi
bisogna far capire agli assititi italiani che il P SOOC e un bene prezioso che non va stressato -altrimenti si sottrae tempo prezioso-personale e risorse a chi ne ha veremente bisogno in casi particolari :L'URGENZA -GLI ABUSI VANNO PUNITI TOCCANDOILI NEL PORTAFOGLI. -facendo pagare gli esami ^^scroccati^^al S SANITARIO BISOGNA ANCHE A CARO PREZZO EDUCARE CHI NON VUOL CAPIRE!!!!!!!!
Rispondi
21/03/2012 22:14
LC
Leonardo Cherni
La verità e che, per il paziente, la sua malattia è grave anche quando non lo è, noi medici di famiglia a Fregene ,tra medicina di gruppo e UCP siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 19.00 !!! Sabto segreteria funzionante in mattinata! Con tutto ciò qualche nostro assistito si rivolge al PS fuori di questi orari o addirittura durante questi orari e spesso per futilità: vedi misurazine della pressione! Dobbiamo rimboccarci tutti le maniche per educare agli accessi indiscriminati ma soprattutto i media dovrebbero presentare la malatti in modo meno catastrofico e apocalittico di come avviene in circostanze di periodi influenzali, dove le cifre di complicanze e morti prevalgono per fare notizia.
Rispondi
21/03/2012 19:41
VB
Vincenzo Basso
Intuisco uno spiraglio nell'articolo. Ma credo fermamente che non avevano contezza di quello che dicevano: lo spot per il buon uso delle strutture d'urgenza. Qualcuno, forse, ma non credo, perchè non sapeva di dire la verità, si è accorto che il vero nodo del businnes sta nell'educazione civiva del popolo e vorrebbe educarlo (hi hi hi hi, che risate !!). Chi lo sa se mai la mia piccolissima nipotina vedrà qualche frutto di questa incredibile intuizione.
Rispondi
21/03/2012 19:08
AP
Angelo Prunas
Non volevo rispondere per rispetto. Lo specialista ospedaliero che lavora in quello specifico ramosciello del sapere, ruba, e ruba, e ruba quando lavora fuori: ma ruba poco.Chi ruba è il Grande capo. Questo non vede nè aglio nè cipolla, nè scogli, nè scoglioni: se entri sono 150 o 200 euro, sempre come l'eterno tempo. Ma anche loro rubano poco! Chi ruba, si stanca, ma poi, riposato,continua a rubare peggio di prima: parlo dei ministri , dei sottoministri e di tutti loo. Salute a tutti.
Rispondi
21/03/2012 15:36

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