
''Comprare medicinali in rete - spiega Gioacchino Nicolosi, vice presidente nazionale di Federfarma - puo' causare problemi di salute perche' non c'e' alcun controllo lungo tutta la filiera. Si rischia cosi' di ingerire un medicinale scadente, con molecole contaminate. Per questo vogliamo informare gli utenti e anche i piu' giovani, facendo campagne di sensibilizzazione nelle scuole''. Su 40 mila farmacie virtuali censite, solo sei su mille risultano legali, in regola con le normative sul commercio. Ma in Italia, per esempio, la vendita dei farmaci on-line e' vietata dalla legge. ''Dopo la morte della donna di Barletta - sottolinea Giuseppe Castello, presidente Federfarma Genova - e' doveroso fare capire che si corre un rischio enorme a comprare farmaci non controllati. L'acquisto in rete spesso puo' essere solo una truffa, ma il pericolo piu' grande e' quello di rischiare la salute''. I medicinali piu' venduti su internet sono quelli legati alle disfunzioni sessuali, seguono gli anoressizzanti, gli antidolorifici e antidepressivi. ''Chi compra farmaci on-line alimenta le casse della criminalita' organizzata. Abbiamo stimato che questo tipo di traffico rende alle organizzazioni fino a 250 volte quanto investono''. E' il dato fornito dal generale Cosimo Piccinno, comandante generale del Nas, intervenuto al convegno organizzato da Federfarma Genova. ''Gli utenti - dice Piccinno - devono capire che non devono comprare medicinali su internet. Nel 40% dei casi si e' vittime di truffe: si danno i soldi ma non arriva nulla. Nel 20-25% dei casi, invece, si tratta di medicinali contraffatti: vi e' una dose maggiore o minore di principio attivo o non e' per nulla presente. Ma abbiamo trovato anche eccipienti cancerogeni o comunque dannosi, come la polvere di marmo''.




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